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Richiedenti asilo
detenuti

· Misura reintrodotta in Ungheria ·

Bruxelles, 14. Mentre in Europa fa discutere la decisione del primo ministro dell’Ungheria, Viktor Orbán, di mettere in detenzione tutti i migranti irregolari, anche quelli che chiedono legittimamente asilo, nel Mediterraneo si continua a morire: tre migranti sono stati trovati senza vita su barconi nel Canale di Sicilia.

Profughi al confine tra Austria e Ungheria (Reuters)

Alla Magyar Ràdio, l’emittente radiofonica pubblica ungherese, Orbán ha parlato di «esigenza di difendere l’Europa dalla minaccia del terrorismo islamista» e ha spiegato che ripristinerà la misura di detenzione, prevista durante tutta la durata di esame della richiesta di asilo, che era stata sospesa nel 2013, dopo le pressioni dell’Unione europea, della Corte europea dei diritti dell’uomo e delle Nazioni Unite. Il primo ministro ungherese ha affermato che da allora in Europa ci sono stati sanguinosi attentati e, dunque, sulle regole internazionali e dell’Europa, liberamente accettate da Budapest, «deve prevalere l’interesse della autodifesa del paese». In particolare, Orbán ha affermato di «aver reintrodotto la pratica della custodia cautelare nei casi di coloro le cui domande d’ingresso in Europa non abbiano ancora avuto un esito legale» perché, a suo parere «l’emergenza migrazione non diminuirà a breve e, dunque, l’Ungheria non può affidarsi a una soluzione qualunque che venga dalla Ue». E in sostanza Orbán ha chiarito che Budapest non farà entrare nel suo territorio i migranti che rischiano di morire assiderati al confine serbo. All’inizio dell’estate 2015, il governo ungherese ha dato il via alla costruzione della barriera di filo spinato e di lame di rasoio al confine, per blindare le sue frontiere che sono un limite esterno dello spazio europeo aperto di Schengen. Intanto, in queste ore sono sbarcate sulle coste italiane 550 persone salvate in mare in diverse operazioni di soccorso. Tre migranti versano in gravi condizioni, tra cui una donna incinta. Si trovavano sullo stesso barcone sul quale sono stati individuati i tre corpi senza vita.

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