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Dentro e fuori l’ovile

· All’udienza generale Papa Francesco invita a pregare per tutte le famiglie e ribadisce che garantire il lavoro è questione di giustizia ·

Una speciale «sosta di preghiera» per la famiglia e per la vita: è stato questo il senso dell’udienza generale di mercoledì 25 marzo, solennità dell’Annunciazione. Ai fedeli presenti in piazza San Pietro il Papa ha rivolto l’invito a recitare un’Ave Maria e la preghiera alla Santa famiglia composta per il Sinodo dei vescovi, ricordando che la Chiesa «come madre, non abbandona mai la famiglia, anche quando essa è avvilita, ferita e in tanti modi mortificata»; neppure — ha rimarcato — «quando cade nel peccato, oppure si allontana dalla Chiesa».

«Famiglia in cammino»

Nel richiamare la ricorrenza del ventennale dell’Evangelium vitae di Giovanni Paolo ii il Pontefice ha sottolineato che «la coppia umana è stata benedetta da Dio fin dal principio per formare una comunità di amore e di vita, a cui è affidata la missione della procreazione». Con il matrimonio, ha spiegato, «gli sposi cristiani si rendono disponibili a onorare questa benedizione, con la grazia di Cristo, per tutta la vita». Da parte sua «la Chiesa si impegna solennemente a prendersi cura della famiglia che ne nasce, come dono di Dio per la sua stessa vita, nella buona e nella cattiva sorte»; dunque «il legame tra Chiesa e famiglia è sacro ed inviolabile».

Ecco la ragione dell’appello a «una preghiera piena di amore per la famiglia e per la vita, una preghiera che sa gioire con chi gioisce e soffrire con chi soffre». Da qui l’invito a rinnovare la preghiera per il Sinodo dei vescovi, rilanciando questo impegno fino al prossimo ottobre, quando avrà luogo l’assemblea. «Così, sostenuta e animata dalla grazia di Dio — ha assicurato il Papa — la Chiesa potrà essere ancora più impegnata, e ancora più unita, nella testimonianza della verità dell’amore di Dio e della sua misericordia per le famiglie del mondo, nessuna esclusa, sia dentro che fuori l’ovile».

Successivamente, salutando un gruppo di lavoratori calabresi giunti da Vibo Valentia, il Pontefice ha espresso la sua «preoccupazione» per la grave situazione occupazionale. «Rivolgo — ha detto — un accorato appello, affinché non prevalga la logica del profitto, ma quella della solidarietà e della giustizia». Per Francesco «al centro di ogni questione, specialmente di quella lavorativa, va sempre posta la persona e la sua dignità: per questo avere lavoro è una questione di giustizia, ed è una ingiustizia non avere lavoro! Quando non si guadagna il pane, si perde la dignità!». E questo, ha aggiunto, «è il dramma del nostro tempo, specialmente per i giovani, i quali, senza il lavoro, non hanno prospettive per il futuro e possono diventare facile preda delle organizzazioni malavitose. Per favore, lottiamo per questo: la giustizia del lavoro».

Il testo della catechesi del Papa

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16 luglio 2019

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