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Democrazia
ed educazione

· La prima donna a capo della Real Academia de la Historia ·

«I fondamentalismi si combattono con l’educazione». L’affermazione, che non lascia dubbi, è di Carmen Iglesias, la prima donna a dirigere la Real Academia de la Historia, giunta a un anno dall’inizio dell’incarico a capo di un’istituzione creata nel 1736. «Credo che la materia da recuperare di tutta la democrazia sia l’educazione», spiega in un’intervista rilasciata Juan Carlos Rodríguez e apparsa sull’ultimo numero del periodico «Vida Nueva».

Carmen Iglesias

Secondo la studiosa, docente di Storia delle idee politiche, «c’è un’evidente mancanza di educazione elementare, di cultura generale. In sua assenza, non possiamo situarci nello spazio-tempo. Non possiamo sapere quando qualcuno dice un’assurdità. Non possiamo avere una coscienza civica. I giovani credono che la democrazia sia quello che dice la maggioranza nel momento presente. Non sanno che la democrazia è, come dice il professor Rodríguez Adrados, una tela di Penelope, lo strumento per conquistare le libertà dell’individuo e le pari opportunità».

A chi le ricorda i grandi traguardi della sua carriera, alcuni mai raggiunti da una donna, ricorda, citando l’amato Montesquieu, che la civiltà di un popolo si misura in base alla libertà delle sue donne, ma «l’uguaglianza è un processo che si costruisce poco a poco». Riguardo la Real Academia de la Historia uno dei suoi desideri è quello di aprire l’Accademia alla gente. Una grande sfida, per nulla facile: «Terremo un atto pubblico su Cervantes nel Barrio de las Letras, e poi visite guidate fino a mezzanotte. Avremo anche una nuova pagina web, e il Diccionario Biográfico sarà on line, con le sue 50.000 voci. Ci stiamo lavorando, ma abbiamo bisogno di una sponsorizzazione». In Spagna, sottolinea, «pecchiamo di mancanza di coscienza storica». Non si tratta soltanto, continua, «di conoscere fatti, date, personaggi e autori, si tratta di sapere come siamo giunti fino a qui, che dietro di noi c’è un conglomerato ereditato, e anche che ci è costato molto stare dove stiamo, perché nella società occidentale siamo dei privilegiati per quanto riguarda libertà e opportunità, sebbene ci sia disuguaglianza. E tutto ciò è più fragile di quanto sembra». (marcello filotei)

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19 agosto 2018

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