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Delegazione eritrea
in Etiopia

· Visita storica dopo decenni di ostilità ·

Nel corso della storica visita di una delegazione del governo di Asmara ad Addis Abeba ieri Etiopia ed Eritrea sono tornate a parlare di pace. Una pace che porrebbe fine a decenni di ostilità tra i due paesi del Corno d’Africa. Dunque un avvenimento eccezionale — si tratta del primo incontro dopo vent’anni tra paesi che non intrattengono relazioni diplomatiche — e impensabile fino a qualche settimana fa. L’invio di questa delegazione è stato deciso dal presidente dell’Eritrea, Isaias Afeworki, dopo l’invito alla riconciliazione giunto dal nuovo premier etiope, Ahmed Abiy.

Ahmed Abiy accoglie Osman Saleh all’aeroporto di Addis Abeba (Reuters)

Durante un pranzo organizzato al palazzo nazionale, il premier, seduto tra il ministro degli esteri eritreo Osman Saleh e il consigliere particolare del presidente, Yemane Gebreab, ha assicurato che la pace tra i due paesi porterebbe numerosi vantaggi, soprattutto nel settore del commercio. «Abbiamo la stessa percezione ad Asmara» ha risposto Yemane. In mattinata la delegazione eritrea era stata accolta all’aeroporto con fanfare e tappeto rosso dal premier Abiy, come raccontato via Twitter da Fitsum Arega, capo di gabinetto del premier, che non ha tuttavia precisato se nel corso dei successivi incontri ci siano stati effettivi progressi sui numerosi punti in discussione tra i due paesi. Il premier etiope Abiy, che ha assunto l’incarico ad aprile, ha intrapreso una serie di riforme nel paese e ha annunciato a inizio giugno l’intenzione di applicare l’accordo di pace firmato nel 2000 con l’Eritrea e le conclusioni della commissione internazionale sulla linea di demarcazione del confine. Dal 1998 al 2000 l’Etiopia e l’Eritrea si sono scontrate in una sanguinosa guerra che ha provocato 80.000 morti e combattuta essenzialmente per disaccordi sul confine comune. Il rifiuto etiope di applicare la decisione nel 2002, sostenuta dall’Onu, sul tracciato delle frontiere ha fatto sì che tra i due paesi permanesse uno stato di ostilità. Tanto che appena due anni fa, nel giugno 2016, si era verificato un violento scontro tra i due eserciti alla frontiera. Addis Abeba aveva messo in guardia il suo vicino, minacciandolo di «avere la capacità di condurre una guerra totale». L’incontro di ieri segna, dunque, un importante riavvicinamento.

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