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Decretato in Tunisia
lo stato di emergenza

· Dopo l’attentato che ha causato la morte di 15 soldati ·

La Tunisia ripiomba nel terrore, dopo le stragi jihadiste al museo del Bardo e nel resort turistico di Sousse: nella capitale una bomba ha distrutto ieri un autobus che trasportava un gruppo di guardie presidenziali, provocando almeno quindici vittime e diciassette feriti. 

Come prima risposta, il presidente tunisino, Beji Caïd Essebsi, ha proclamato lo stato d’emergenza mentre sono state immediatamente rafforzate le misure di sicurezza negli aeroporti e nei porti tunisini. Il presidente si è subito recato in visita all’ospedale militare di Tunisi, per incontrare i feriti. Secondo Radio Mosaïque, tre dei feriti hanno perso la vita in ospedale, portando a 15 il bilancio delle vittime della forte esplosione nella centrale Avenue Mohamed v, vicino alla ex sede del partito del deposto presidente Zine El Abidine Ben Ali. L’esplosione si è verificata nelle ore di punta e l’autobus è andato letteralmente in pezzi: una fonte della sicurezza ha parlato di una dinamica compatibile con un’esplosione dall’interno del bus, probabilmente a causa di una bomba a bordo o di un attentatore suicida che ha azionato una cintura esplosiva. Numerose ambulanze sono accorse nella zona — già intasata per il traffico e la pioggia — che è stata subito transennata. Il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, ha condannato l’attentato.

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