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Contrastare efficacemente
i cambiamenti climatici

· All’Angelus gli appelli del Pontefice su ambiente, diritti umani e disarmo nucleare ·

Decisioni efficaci per contrastare i cambiamenti climatici sono state invocate dal Papa al termine dell’Angelus di domenica 10 dicembre in piazza San Pietro, alla vigilia dell“One planet summit” che si apre martedì 12 nella capitale francese. «A due anni dall’adozione dell’Accordo di Parigi sul clima», il nuovo vertice — ha detto — «intende rinnovare l’impegno per la sua attuazione e consolidare una strategia condivisa per contrastare il preoccupante fenomeno del cambiamento climatico».

Danielle Nelisse, «Climate Change»

Da qui l’auspicio del Pontefice che l’appuntamento parigino, «così come le altre iniziative che vanno nella medesima direzione, favoriscano una chiara presa di coscienza sulla necessità di misure realmente efficaci» per contrastare il fenomeno «e, nello stesso tempo, combattere la povertà e promuovere lo sviluppo umano integrale». In tale contesto, Francesco ha anche espresso vicinanza alle popolazioni dell’India — specie alle famiglie dei moltissimi pescatori dispersi — colpite dal ciclone Okhi e a quelle dell’Albania provata da gravi inondazioni.

Significativo inoltre l’appello lanciato dal Papa per il disarmo atomico e la difesa dei diritti umani, nella giornata in cui veniva conferito il premio Nobel per la pace alla campagna internazionale per abolire le armi nucleari. Sottolineando come il riconoscimento venisse assegnato in coincidenza con la giornata indetta dalle Nazioni unite per i diritti umani, il Pontefice ha rimarcato «il forte legame» tra questi due temi. «Infatti— ha spiegato —, impegnarsi per la tutela della dignità di tutte le persone, in modo particolare di quelle più deboli e svantaggiate, significa anche lavorare con determinazione per costruire un mondo senza armi nucleari». Del resto, ha proseguito, «Dio ci dona la capacità di collaborare per costruire la nostra casa comune: abbiamo la libertà, l’intelligenza e la capacità di guidare la tecnologia, di limitare il nostro potere, al servizio della pace e del vero progresso».

Prima della preghiera mariana, commentando le letture della seconda domenica di Avvento, il Pontefice ha parlato dell’importanza di questo tempo liturgico «per riconoscere i vuoti da colmare nella nostra vita, per spianare le asperità dell’orgoglio e fare spazio a Gesù che viene». In particolare Francesco ha richiamato l’attenzione su «tutti i vuoti del nostro comportamento davanti a Dio», ovvero sui «peccati di omissione». Tra questi ha individuato «il fatto che non preghiamo o preghiamo poco»; così come «la mancanza di carità verso il prossimo, soprattutto verso le persone più bisognose di aiuto non solo materiale».

«Siamo chiamati — ha esortato — ad essere più attenti alle necessità degli altri, più vicini. Come Giovanni Battista, in questo modo possiamo aprire strade di speranza nel deserto dei cuori aridi di tante persone». Francesco ha raccomandato soprattutto di «assumere atteggiamenti di mitezza e di umiltà, senza sgridare, ascoltare, parlare con mitezza e così preparare la venuta del nostro Salvatore».

L’Angelus domenicale

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26 giugno 2019

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