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Decisione profetica

· Quarant’anni di relazioni diplomatiche tra Ghana e Santa Sede ·

Quarant’anni fa, «in tempi politicamente turbolenti per il Ghana» e nella non facile fase finale del pontificato di Paolo VI, il paese africano e la Santa Sede hanno preso la «decisione profetica di aprire le porte alla novità e alla freschezza di un rapporto che è diventato eccellente non solo in senso diplomatico». Così il nunzio apostolico Jean-Marie Speich, nella sera del 3 marzo, ha ricordato l’anniversario delle relazioni diplomatiche nel corso di un ricevimento svoltosi nella rappresentanza pontificia di Accra.

 Il nunzio Spiech con il presidente della Repubblica ghanese (22 febbraio)

Per sottolineare l’importanza dell’avvenimento, le celebrazioni sono state abbinate a quelle per il sessantesimo dell’indipendenza della nazione, la prima dell’Africa nera — come veniva chiamata allora — a emanciparsi dal colonialismo. E per la circostanza il Pontefice ha nominato suo inviato alla duplice commemorazione il cardinale Giuseppe Bertello, presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano. Il porporato, che è stato pronunzio apostolico ad Accra dalla fine del 1987 al 1991, era presente anche alla cerimonia di venerdì sera, insieme con quasi cinquecento ospiti in rappresentanza della società pluriculturale e plurireligiosa ghanese: autorità politiche — come il ministro Kofi Dzamesi, in rappresentanza del capo dello Stato, Nana Akufo-Addo — e ambasciatori; vescovi cattolici del paese e del Simposio delle conferenze episcopali di Africa e Madagascar (Secam); rappresentanti delle altre Chiese e confessioni cristiane e delle religioni tradizionali e, per la prima volta, l’imam a capo dei musulmani della nazione.

L’arcivescovo Speich ha ripercorso nel suo intervento la storia delle relazioni diplomatiche tra Ghana e Santa Sede, illustrando il ruolo della Chiesa cattolica nel territorio della Costa d’Oro, com’era chiamato in epoca coloniale. Impegnata soprattutto nei campi dello sviluppo umano, dell’istruzione e della salute, la Chiesa gestisce oggi 4600 scuole di ogni ordine e grado, frequentate solo per il 25 per cento da studenti cattolici, e possiede oltre il 27 per cento delle strutture sanitarie.

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