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Decisione coraggiosa

· ​Il segretario generale della Federazione luterana mondiale sulla visita del Papa in Svezia ·

La decisione di Papa Francesco di recarsi a Lund «per commemorare insieme con noi l’anniversario della Riforma» è stata una scelta «coraggiosa». Ne è convinto il segretario generale della Federazione luterana mondiale Martin Junge, che in questa intervista parla delle aspettative ecumeniche del viaggio papale in Svezia, in programma dal 31 ottobre al 1° novembre.

Lucas Cranach il vecchio, «Il sermone di Lutero» (1547)

Che cosa c’è da celebrare oggi cinquecento anni dopo la Riforma luterana?

Essa ha portato frutti alla Chiesa nel suo insieme: la sua enfasi su Cristo come salvatore, la traduzione della Bibbia nelle lingue parlate, la fede come dono. Inoltre vorrei ricordare il cinquantesimo anniversario del dialogo tra cattolici e luterani a livello globale, che celebreremo nel 2017. Il dialogo, iniziato dopo il concilio Vaticano II, ha offerto un significativo impulso alla ricerca dell’unità tra le comunità del mondo cristiano. Non possiamo celebrare invece le divisioni: come popolo che legge la Bibbia, sappiamo quanto Gesù abbia pregato per l’unità tra i suoi discepoli. Ma la Riforma, anche non volendolo, ha portato divisioni. Dobbiamo riconoscere anche la violenza e le guerre di religione che sono seguite alla Riforma, quando le dispute teologiche erano allineate con i contrasti politici ed economici di quel tempo. Non c’è modo di banalizzare tale violenza o di giustificarla. Possiamo solo pentirci per tutto ciò.

Quali sono stati i progressi più importanti del dialogo tra luterani e cattolici durante i pontificati di Benedetto XVI e Francesco?

C’è stato un grande dialogo, che ha anche vissuto intense discussioni, mai degenerate in scontri. È uno scambio costruttivo alla ricerca della verità mentre si prova a comprendersi a vicenda. Ecco perché oggi la commemorazione comune è possibile.

Cosa significa per i luterani ricevere una visita papale?

Diversi Pontefici hanno visitato comunità luterane negli ultimi decenni. Questa volta, comunque, il Papa non farà semplicemente una visita, ma condividerà la commemorazione comune con il presidente della Federazione luterana mondiale, il vescovo Munib Younan, e con me stesso come segretario generale della stessa. E questo ha un grande significato. Il fatto che il Papa condivida la commemorazione comune trasmetterà un forte messaggio sull’importante progresso ecumenico avvenuto in questi ultimi decenni e sul deciso impegno ad andare avanti insieme. Mentre ricordiamo il passato, vogliamo guardare avanti, in un futuro comune, in ciò che Dio continua a chiedere alla Chiesa.

di Antonio Carriero

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19 marzo 2019

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