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Decine di morti nella foresta di Pedrógão Grande

· Molte persone ricoverate in ospedale con ustioni di vario grado ·

Decine di persone sono morte e numerose sono rimaste ferite in un incendio boschivo divampato nella notte nella foresta di Pedrógão Grande, circa duecento chilometri a nord di Lisbona, in Portogallo. Altre decine, tra le quali anche molti vigili del fuoco, sono state ricoverate in ospedale con ustioni di vario grado.

Secondo le autorità locali, molte delle vittime stavano viaggiando in auto e sono state travolte dalle fiamme. Altre sono decedute per intossicazione da fumo. Le autorità hanno inoltre riferito che il numero dei diversi non è al momento calcolabile. Il sindaco di Pedrógão Grande, Valdemar Alves, ha detto ai media che in alcune zone, la corrente elettrica è interrotta e numerose famiglie sono state sgomberate. «Sembra che si tratti della più grande tragedia degli ultimi anni» ha commentato il primo ministro portoghese António Costa.

Oltre 1.500 vigili del fuoco stanno lavorando nel disperato tentativo di spegnere l'incendio. In giornata sono attesi aiuti dall'Italia e dalla Francia. Il paese sta osservando tre giorni di lutto nazionale. La polizia giudiziaria ha escluso che ci sia una mano criminale dietro a questa tragedia. L'incendio sarebbe divampato a causa di un fulmine caduto su un albero, in mezzo a una vegetazione secca per la mancanza di pioggia da giorni. La diffusione delle fiamme è stata propiziata dalle alte temperature, sui quaranta gradi centigradi, e da venti che hanno raggiunto i 200 chilometri orari. Sulla n-236 che collega Figueiró dos Vinhos a Castanheira de Pera, nel distretto di Leiria, si sono registrate il maggior numero di vittime. Centinaia di persone scappavano dai villaggi minacciati dall’incendio, ma si sono trovati in una trappola di fuoco. Hanno provato a tornare indietro o fuggire nella foresta, ma non era possibile. Invano. Oltre trenta cadaveri carbonizzati sono stati estratti dalle auto. Intere famiglie. Uno dei responsabili dei vigili del fuoco ha parlato della «tragedia più grave negli ultimi cinquanta anni di lotta agli incendi». L’ultima prima di questa in ordine di tempo, nell’estate 2003, aveva devastato 152.000 ettari di terreno e ucciso 21 persone.

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