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​Decine di morti in due attentati in Pakistan

· Tra gli obiettivi dei terroristi anche il consolato cinese a Karachi ·

Uno dei feriti dell’attentato al mercato di Kohat portato in ospedale (Epa)

Un doppio attentato ha sconvolto questa mattina il Pakistan, provocando decine di morti. Almeno trenta persone sono state uccise da un attentatore suicida che si è fatto esplodere all’ingresso della sede di un seminario islamico nella regione nordoccidentale di Orakzai, nei pressi del confine con l’Afghanistan. Nella zona c’era un mercato all’aperto e molte delle vittime erano intente a comprare vestiti per l’inverno. La zona è abitata da una minoranza sciita spesso oggetto di attacchi da parte dei terroristi del sedicente stato islamico (Is). L’attacco non è stato ancora rivendicato.

Poco prima un commando di tre attentatori suicidi ha assaltato il consolato cinese a Karachi, la più popolosa città del Pakistan. L’attacco è stato rivendicato dall’Esercito di liberazione del Baluchistan, un gruppo separatista vicino a gruppi jihadisti. Due agenti di guardia al consolato sono stati uccisi, un terzo ferito. Tutti e tre i terroristi sono morti. Secondo la rivendicazione, gli attentatori erano armati con «fucili mitragliatori e granate» ma fonti della polizia riferiscono che sono arrivati a bordo in un veicolo «imbottito di esplosivo» e probabilmente volevano forzare il posto di blocco per poi farsi esplodere all’interno del compound.

Il portavoce del gruppo, Jihand Baloch, ha confermato che il commando era composto da tre uomini, appartenenti a una unità speciale dell’Esercito di liberazione, la Brigata Fidayin Majid. L’unità è stata addestrata — dicono fonti della stampa internazionale — per compiere attacchi contro le forze di sicurezza pachistane e in particolare contro «obiettivi cinesi». Il nemico principale è infatti Pechino, alleato sia del governo centrale di Islamabad sia dell’Iran.

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09 dicembre 2019

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