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​Decine di feriti in Cisgiordania

· ​Nuove dimostrazioni dopo il riconoscimento statunitense di Gerusalemme come capitale di Israele ·

Proteste a Hebron in Cisgiordania (Ansa)

Sono decine i palestinesi feriti ieri in scontri con le forze israeliane in Cisgiordania e a Gerusalemme est. I disordini sono scoppiati durante le manifestazioni di protesta contro la decisione del presidente statunitense, Donald Trump, di riconoscere Gerusalemme quale capitale di Israele. Come riferisce la Mezzaluna rossa, a Ramallah le forze israeliane hanno usato proiettili di gomma e gas lacrimogeni per disperdere i manifestanti vicino all’insediamento di Bet Eil. A Hebron tre palestinesi sono rimasti feriti, tra cui uno in modo grave, mentre altri 22 hanno accusato problemi respiratori a causa dei gas. Sono invece 25 i palestinesi feriti in scontri con i soldati israeliani al confine con la striscia di Gaza. Due giorni fa un palestinese era morto nella stessa area.
È stato intanto reso noto che i ministri degli esteri dei paesi della Lega araba si incontreranno di nuovo al Cairo il 1° febbraio per discutere dello status di Gerusalemme. L’annuncio è contenuto in un documento inviato ieri ai delegati permanenti dei paesi membri dal segretariato generale della Lega araba. Sabato 9 dicembre, in un’altra riunione, la Lega araba aveva condannato la decisione del presidente statunitense.
Sempre ieri il governo israeliano ha approvato la costruzione di più di 1100 nuove unità abitative in Cisgiordania. Lo ha reso noto l’organizzazione non governativa Peace Now.

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18 gennaio 2018

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