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De Gasperi
visto da vicino

· Un documentario sulla vita privata dello statista trentino ·

«Quanti angeli che cantano in paradiso, negli affreschi delle chiese; speriamo che non siano stonati, eh!» diceva De Gasperi alle sue bambine, scherzando su un tema serio come l’aldilà, perché non sentissero ostile o distante la presenza del mistero di Dio nella loro vita. È uno dei momenti più commoventi della lunga video intervista Mio padre, Alcide De Gasperi in cui la testimonianza della figlia Maria Romana tratteggia un ritratto inedito dell’uomo «che ha scritto la grammatica della democrazia repubblicana italiana» (Gianfranco Astori).

Alcide De Gasperi al matrimonio di sua figlia Maria Romana

Un padre attento, affettuoso ma anche severo ed esigente, che al posto delle favole legge versi tratti dall’Inferno di Dante, e durante le passeggiate a Roma chiede alle figlie di tradurre le scritte in latino incontrate lungo la strada. Un uomo profondamente innamorato di sua moglie — a cui invia brevi, struggenti missive dal carcere, durante gli anni della detenzione a Regina Coeli — ma sobrio e discreto nel mostrare i suoi sentimenti non solo in pubblico, ma anche in famiglia.

Un uomo che, invece di affondare nell’autocommiserazione, si arma di carta, penna e forbici per realizzare quello che oggi chiameremmo uno Scrapbook, un album illustrato per dare alla figlia piccola le prime basi del catechismo. «Quando era in prigione — conferma Maria Romana — mi scrisse la storia del Vangelo ritagliando fotografie della Palestina da una rivista inglese. Si vedono i luoghi di Gesù com’erano nel 1923, quando non c’erano ancora le chiese che vediamo adesso».

L’album esiste ancora: sotto ogni fotografia c’è un brano del Vangelo, e un suo commento. In montagna, nella sua amata Sella, diceva alle bambine di non aver paura della stanchezza, se si ha chiara la meta che si vuole raggiungere e si desidera sperimentare la Bellezza con la b maiuscola.

«Con le camminate — continua Maria Romana — ci ha fatto capire che la fatica fa bene, perché insegna». E che il riposo è fatto (anche) di canti. Non far niente non basta a riposare il cuore, bisogna anche esprimere concretamente la propria gioia, certi che ogni piccola conquista è importante, che ogni gesto apparentemente banale ha un valore eterno: «In ogni posto in cui si arrivava, ci faceva cantare una canzone diversa».

Sembrano dettagli irrilevanti, aneddotica spicciola acchiappa—like, ma non è così: «Un uomo — scrive Monica Mondo parlando della genesi del video, realizzato per Tv2000 insieme a Maurizio Carta e Paolo Ricciardi — è la sua storia, la sua famiglia, i suoi affetti. Un uomo grande lo si vede nel particolare, nelle piccole cose quotidiane, negli aneddoti che lo ritraggono intimamente, e danno la cifra della sua personalità».

Non a caso, il documentario, presentato in anteprima lunedì scorso alla Lumsa, andrà in onda sabato prossimo, il 19 gennaio 2019, un secolo dopo il celebre Appello a tutti gli uomini liberi e forti. «Cento anni fa — continua Monica Mondo — nasceva un’esperienza politica, culturale e umana fondamentale per la storia italiana: il 18 gennaio del 1919 don Sturzo dava vita al Partito Popolare. Alcide de Gasperi c’era, ne è stato il primo segretario dopo l’amico sacerdote e tutta la sua vita di statista vive di quell’impeto, di quella purezza ideale. De Gasperi, che tutti rimpiangono e citano, di qualunque partito; De Gasperi nostro primo presidente del Consiglio, tra i padri dell’Europa».

Un omaggio a un gigante del Novecento, ma con il pensiero al futuro; De Gasperi è ancora un pater patriae in senso letterale, un padre capace di generare con il suo esempio.

«Possiamo definirlo uno e trino — ha detto Francesco Bonini, rettore della Lumsa, introducendo la proiezione — nel senso che sono tre gli aspetti che lo caratterizzano: l’attenzione alla società, l’attenzione al governo e la fede. Tenere insieme questi tre elementi nel corso di una vita che ha attraversato tanti stati, tante Europa e tante Italia è il segreto della sua grandezza e un monito per noi». Un contributo che non si limita a tenere viva la memoria di un personaggio importante, ha aggiunto Vincenzo Morgante, direttore di Tv2000, ma che vuol essere lo spunto per rilanciare il ruolo dei cattolici in politica, nella politica intesa come servizio con uomini che hanno fatto del rigore, della misura, della sobrietà, della libertà un impegno di vita. «Ci tenevamo — ha continuato Morgante, ringraziando l’università e i relatori presenti alla tavola rotonda (a cui hanno partecipato, tra gli altri, padre Francesco Occhetta, Salvatore Martinez e Filippo Ceccarelli) — che questo documentario fosse presentato in un luogo di educazione per i giovani». In effetti, l’idea del documentario è partita proprio da un ragazzo; Monica Mondo ha preso spunto dalla tesi sull’Operazione Sturzo per la laurea triennale in Scienze politiche di suo figlio Francesco. «Ho pensato che se un 21enne se ne andava in giro per casa citando De Gasperi e appassionandosi a parole vetuste, forse c’era una possibilità di riproporre anche ai giovani una visione alta della politica».

di Silvia Guidi

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18 marzo 2019

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