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Davos vuol dire fiducia

· Il Forum nel segno dell'ottimismo sulla ripresa ·

La politica di contenimento delle spese proposta da Obama nel discorso sullo stato dell'Unione — di cui riferiamo in un altro servizio in questa pagina — è stata accolta positivamente dagli esperti presenti alla 41ª edizione del Forum economico mondiale che si apre oggi a Davos, in Svizzera. Rigore potrebbe quindi essere la parola d'ordine per rafforzare la ripresa, in atto ma non ancora stabile e con forti differenze anche all'interno delle stesse aree economiche. Basti pensare alla Germania — dove l'indice di fiducia è attualmente il più alto da molti anni — rispetto ad altri Paesi della zona euro.

Al Forum di Davos — sul tema «norme condivise per la nuova realtà» — partecipa anche il presidente russo Dmitri Medvedev. Medvedev ha confermato in un’intervista a un giornale che il suo programma è stato «drasticamente ridotto» ma che comunque sarà nel presente nella località dei Grigioni per fare il suo discorso inaugurale. La partecipazione del capo di Stato russo è stata ridotta a causa dei tragici eventi all’aeroporto di Mosca. «Ho deciso di prendere parte ugualmente al Forum — ha detto il presidente russo — perché è un palcoscenico troppo importante per presentare la nostra situazione».

Nella cittadina svizzera sono riuniti 2500 esponenti del mondo politico, d’affari, e della comunità sociale mondiale, per trovare nuove ricette per ripartire dopo la crisi. Ma con una maggiore fiducia nel futuro dell’economia. Fiducia che dovrebbe appunto essere basata su un maggiore rigore.

Secondo un sondaggio presentato ieri della Pwc sull’umore degli operatori mondiali, ci sarebbe maggiore ottimismo anche se rimarrebbe una grossa dose di prudenza per le sorti dell’occupazione e della situazione della finanza pubblica, soprattutto in Eurolandia.

Sul palco di Davos saliranno nei prossimi giorni anche il presidente francese, Nicolas Sarkozy, il cancelliere tedesco Angela Merkel, il presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rumpuy, e il presidente della Banca centrale europea Jean-Claude Trichet. Folta la delegazione italiana che prevede la tra gli altri partecipazione del ministro dell’Economia, Giulio Tremonti.

Tutti i partecipanti sono consapevoli che gli scenari futuri della crescita mondiale dovranno tenere conto soprattutto dei nuovi protagonisti, i Paesi emergenti quali Brasile, Cina e India. Uno dei pericoli da scongiurare è che tra le nuove potenze mondiali e i tradizionali protagonisti della scena economica scoppi una guerra commerciale. Per questo i ministri del Commercio presenti a Davos terranno alcuni incontri sul stato dei negoziati del Doha round.

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17 agosto 2019

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