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A Davos leader in ordine sparso

· Si è concluso il World Economic Forum ·

«Come presidente degli Stati Uniti metterò sempre l’America al primo posto, esattamente come gli altri leader dovrebbero mettere i propri paesi al primo posto. Ma America First non significa America isolata».

Il presidente statunitense Trump sul palco del World Economic Forum (Afp)

Con le parole del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, si è concluso ieri il World Economic Forum di Davos. Dopo giorni di duri attacchi al protezionismo da parte dei leader europei, il capo della Casa Bianca è parso aprire al dialogo, cercando di far passare una versione più soft della propria linea politica. E tuttavia, dal summit svizzero non è emerso nessun messaggio forte, nessuna linea comune, condivisa, in nome di una nuova forma di sviluppo equa e solidale.

Il presidente statunitense ha lodato l’azione della sua amministrazione. «L’America sta di nuovo vedendo una forte crescita, in Borsa si sono creati 7000 miliardi di dollari dalla mia elezione» ha detto. «Ripristineremo l’integrità del sistema commerciale. Solo insistendo su un commercio giusto e reciproco possiamo creare un sistema che funziona non solo per gli Stati Uniti ma per tutti i paesi». Non è mancato uno sguardo alla crisi nella penisola coreana e ad altre emergenze internazionali: «Gli Stati Uniti — ha proseguito Trump — sono fortemente impegnati per la massima pressione per denuclearizzare la Corea del Nord, lavoriamo con gli alleati per contrastare i terroristi, gli Stati Uniti sono leader per assicurare la sicurezza».

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10 dicembre 2019

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