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​A Davos
asse tra Merkel e Macron

· ​I due leader europei auspicano un nuovo modello di globalizzazione ·

 
Il presidente francese Emmanuel Macron durante il suo intervento al Forum di Davos (Afp)

«Si può creare tanto lavoro, dobbiamo accelerare la strategia verde, soprattutto nella riduzione dell’emissione di C02. Lanceremo nuove finanziamenti su questo fronte per make your planet green again, fare di nuovo grande il pianeta». Questo il punto nodale del discorso tenuto ieri dal presidente francese, Emmanuel Macron, al World Economic Forum di Davos. Sottolineando che «la globalizzazione sta attraversando un momento difficile» e che «abbiamo indebolito l’internazionalismo», Macron ha auspicato un nuovo tipo di sviluppo, più equo e solidale. «Sono venuto qui per chiamare all’azione tutti quanti noi» ha aggiunto. Con un richiamo speciale all’Europa, perché «se vogliamo evitare una frammentazione del mondo — ha detto il capo dell’Eliseo — serve un’Europa più forte». L’intervento di Macron è stato uno dei momenti forti della seconda giornata di lavori del summit svizzero, tradizionale appuntamento dei leader mondiali. Prima del presidente francese, il cancelliere tedesco, Angela Merkel, era intervenuta affermando concetti molto simili. Merkel ha detto che «isolarsi dal resto del mondo non aiuta e che il protezionismo non è la risposta giusta», che bisognerebbe «cercare soluzioni multilaterali e non unilaterali, anche se ci vuole pazienza». Dobbiamo «cercare un dialogo multilaterale — ha aggiunto — ogni volta che pensiamo che le cose non vanno per il verso giusto e che i meccanismi non siano reciproci». Il cancelliere ha anche lamentato «i troppi egoismi nazionali» e ha messo in guardia dai «populismi che avvelenano l'Europa». Sulla stessa linea del cancelliere, il presidente del Consiglio dei ministri italiano, Paolo Gentiloni. Intanto, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è giunto oggi a Davos. Il suo intervento è in programma per domani. Oggi sono previsti invece diversi incontri bilaterali. Una delle questioni sulle quali il presidente sarà chiamato a intervenire sarà certamente la decisione d’imporre dazi all’import cinese di pannelli solari e lavatrici. Il segretario al Commercio statunitense, Wilbur Ross, ha invece assicurato che «Washington non vuole una guerra commerciale ma riequilibrare le condizioni del commercio globale», soprattutto sui prodotti di alta tecnologia.

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22 agosto 2019

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