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​Davanti all’altare di Mathis

· La poetessa mise in versi la crocefissione di Grünewald ·


Impressioni d’insieme

Grünewald, verde bosco, verde è il bosco della febbre
dove i sentieri affondano sotto arcate fruscianti. Seguendo le tue orme, potremo traversarlo?
Potremo sopravvivere, disarmati viandanti,
ai bivi inquieti, alle radure malefiche?
Salvarci dagli agguati, respingere i fantasmi?

E stringeremo infine, al madido risveglio
da crude ombre e luci psichedeliche,
la tua speranza come diafana rosa?
O ad attenderci resta solamente
un po’ d’umida creta tra le foglie corrose,
da cui esala l’odore d’ogni disfacimento?



Il luogo e il tempo
Segnati in volto dai colori
dell’autunno, con livide chiazze
e striature vermiglie (pittori
selvaggi, la peste, la lue
in gara coi tuoi incubi); uscendo
da lazzaretto e ospizio,
gli infelici di Isenheim, portati
a spalla da robusti
monaci silenziosi, od arrancando
con stampelle e bastoni
gli storpi, i mutilati,
perfino i ciechi, attratti
in un risucchio di sentori e goffo
scalpiccìo, che tendevano la mano
verso i compagni, chiedendo:
«Dov’è l’altare di Mathis?» —
vennero un giorno incontro a queste immagini.
E come nebbia, dalle loro lacrime,
si levò una preghiera informe, intrisa
di grevi fiati e gesti brancolanti,
e il Dio che scruta i cuori
l’amò come una liturgia dolcissima.

Questo avvenne all’inizio,
secoli prima che i turisti irrompessero
in un museo, dietro guide loquaci,
e meditasse Paul Hindemith
musicalmente su Mathis der Maler.


   Crocefissione
A questo crocevia di tenebre
davanti a noi sorgi tremendo,
albero secco, stadera
che reggi il gran corpo inerte.

Un nudo legno trasversale
taglia lo spazio
e un nudo legno verticale
svetta oltre il tempo:

assi cartesiane
della vita e della morte,
intorno a cui si schiude
ora il nero quadrifoglio.

Nei lobi in alto, il vuoto ed il terrore
come al grido «Mio Dio
perché mi hai abbandonato?».
In basso, fatto roccia in tre figure,
tutto il dolore umano.

Ma ecco avanza l’Agnello vittorioso
verso la sua piagata controparte.
E un Profeta ci addita, perentorio,
salvezza nella metafora!

di Margherita Guidacci

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15 ottobre 2019

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