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Davanti
alla porta della misericordia

· Alle soglie del Giubileo Francesco invita tutti a mostrare il volto di una Chiesa aperta e accogliente ·

«Coraggio! Entriamo per questa porta!». Giunti ormai «alle soglie del Giubileo» il Papa invita tutta la Chiesa ad accostarsi «alla grande porta della Misericordia di Dio». 

Michel Ciry, «Il ritorno del figliol prodigo» (1975)

Nella catechesi di mercoledì 18 novembre durante l’udienza generale, il Pontefice ha incoraggiato a essere testimoni di un Dio «che mai si stanca di perdonare, mai si stanca di aspettarci!». Parlando ai fedeli riuniti in piazza San Pietro, Francesco ha ricordato come il recente sinodo dei Vescovi abbia incoraggiato la Chiesa «ad aprire le sue porte, per uscire con il Signore incontro ai figli e alle figlie in cammino, a volte incerti, smarriti, in questi tempi difficili». Un ruolo fondamentale il Papa riconosce alle famiglie chiamate a essere il volto di una Chiesa aperta, accogliente e in uscita, capace di restituire fiducia anche a chi l’ha persa e «non ha il coraggio di bussare alla porta del nostro cuore cristiano».

Fare nostra la misericordia di Dio: questa è la missione affidata dal Pontefice il quale, attraverso la simbologia della casa e della porta, ha spiegato come i cristiani sono «i custodi e i servi della Porta di Dio». La Chiesa, ha detto, «è la portinaia della casa del Signore» non ne è la «padrona», perché è Gesù «la porta che ci fa entrare e uscire»: il suo ovile «è un riparo, non è una prigione». Perciò, «è così che la Chiesa dovrà essere riconosciuta in ogni angolo della terra: come la custode di un Dio che bussa, come l’accoglienza di un Dio che non ti chiude la porta in faccia, con la scusa che non sei di casa».

Lo spirito con cui avvicinarsi al Giubileo, ha concluso il Papa, è quello di «ricevere tutti il perdono di Dio» per «dare a nostra volta il nostro perdono, accogliendo tutti quelli che bussano alla nostra porta». Perché «una Chiesa inospitale, così come una famiglia rinchiusa su sé stessa, mortifica il Vangelo e inaridisce il mondo».

Il Papa all'udienza generale

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16 luglio 2019

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