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Davanti al grido dei poveri

· Appello di Papa Francesco a non dimenticare gli ultimi della società ·

«Il grido dei poveri non è altro che l’appello dello stesso Cristo sofferente». Per questo bisogna ascoltarlo sempre. È la consegna che Papa Francesco ha affidato stamane, sabato 13 dicembre, alla delegazione degli Amis de Gabriel Rosset e del Foyer Notre Dame des sans-abri, giunta in pellegrinaggio da Lione per ricordare i centodieci anni della nascita e i quaranta della morte del fondatore.

Il Pontefice ha sottolineato in proposito che i senza fissa dimora, di cui si occupa l’opera francese, «offrono un insegnamento molto profondo, perché — ha aggiunto — i poveri ci evangelizzano». Ribadendo che «il mondo attuale ha urgente bisogno» di una testimonianza di misericordia, visto che «oggi la persona umana è spesso rigettata come inutile perché non rende più», Francesco ha ricordato che al contrario «Dio riconosce sempre in essa la dignità e la nobiltà di un figlio amato». Infatti «il povero è al centro del Vangelo». Da qui la gratitudine ai volontari dell’opera, che attraverso «azioni concrete, gesti semplici e calorosi» alleviano «la miseria delle persone, dando loro una speranza nuova e restituendo loro dignità». Del resto, ha concluso, «l’opzione per gli ultimi, per quelli che la società rigetta e mette da parte è un segno che possiamo dare sempre».

E tra gli esclusi a cui fa riferimento il Papa ci sono anche gli ammalati e i disabili. Per questo, incontrando subito dopo l’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti, in occasione della festa patronale di santa Lucia, Francesco è tornato a criticare «le odierne società che puntano molto sui diritti “individualisti”», finendo con il «dimenticare la dimensione della comunità e quella del dono gratuito di sé per gli altri».

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