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Per dare senso
alla vita e alla storia

· ​Il saluto del papa in occasione del Premio Ratzinger 2016 ·

“La profondità del pensiero di Joseph Ratzinger, solidamente fondato nella Scrittura e nei Padri, e sempre nutrito di fede e di preghiera, ci aiuta a rimanere aperti all’orizzonte dell’eternità, dando così senso anche alle nostre speranze e ai nostri impegni umani. Il suo è un pensiero e un magistero fecondo, che ha saputo concentrarsi sui riferimenti fondamentali della nostra vita cristiana, la persona di Gesù Cristo, la carità, la speranza, la fede. E tutta la Chiesa gliene sarà per sempre grata”. Lo ha detto Papa Francesco durante la cerimonia per il conferimento del premio Ratzinger 2016 svoltasi questa mattina, sabati 26 novembre, nella Sala Clementina.

Edward Hopper «Office in a small city» (1953)

L’importante riconoscimento — come annunciato nell’edizione dell’«Osservatore Romano» del 17-18 ottobre scorso — è stato conferito a monsignor Inos Biffi e Ioannis Kourempeles, ricevuti dal Papa emerito nel pomeriggio di venerdì 25 presso il Monastero Mater Ecclesiae. Monsignor Biffi è ordinario emerito di teologia sistematica e di storia della teologia medievale presso la Facoltà teologica dell’Italia Settentrionale, docente delle stesse materie presso la Facoltà di teologia di Lugano, membro della Pontificia accademia di teologia, presidente dell’Istituto per la storia della teologia medievale di Milano e direttore dell’Istituto di storia della teologia alla Facoltà di teologia di Lugano. Liturgista di fama internazionale, autore di centinaia di libri e saggi, collaboratore del nostro giornale, monsignor Biffi è stato insignito del premio in considerazione dell’Opera omnia (al momento ne sono stati editi venti volumi, e altri sono in fase di preparazione). Essa raccoglie i suoi scritti, in gran parte dedicati alla teologia e alla filosofia medievale. Monsignor Biffi dirige, in collaborazione, l’edizione bilingue delle Opere di sant’Anselmo d’Aosta, e le collane Biblioteca di Cultura Medievale ed Eredità Medievale. Ioannis Kourempeles è il primo ortodosso a essere insignito del Premio Ratzinger (istituito nel 2011). Ha studiato teologia presso le Facoltà teologiche di Salonicco, Erlangen e Heidelberg. Insegna storia dei dogmi e teologia dogmatica e simbolica presso la Facoltà di teologia dell’Univesità Aristotele di Salonicco. «Con teologia simbolica — spiega Kourempeles — s’intende la teologia relativa alle affermazioni dottrinali della Chiesa di tipo dogmatico, dunque tutti i simboli e le fonti della fede». In questo ambito si occupa non solo della realtà dogmatica della spiritualità ortodossa, ma anche delle «comunanze» e delle «differenze» che, nell’ambito delle espressioni dogmatiche, nell’oriente e nell’occidente cristiano sono emerse nel corso della storia. In un’intervista al gesuita Federico Lombardi, presidente della Fondazione Vaticana Joseph Ratzinger, Kourempeles definisce il “Discorso di Ratisbona” di Ratzinger (12 settembre 2006) «un inno al Dio-Logos e un canto alla capacità del nostro logos umano non appena ci apriamo al Dio-Logos che ama». Il docente al contempo afferma di trovare «profondamente deplorevole il modo ingiusto con cui quel discorso fu trattato». Nell’evidenziare gli aspetti e i temi del pensiero di Ratzinger che lo hanno maggiormente impressionato, Kourempeles rileva che con il suo amore per i Padri greci egli ha spesso «utilizzato un linguaggio che è molto familiare alle cerchie teologiche ortodosse».

Il discorso di Papa Francesco 

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