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Ali al futuro

· L’annuale colletta per la Terra santa ·

Pubblichiamo la lettera inviata lo scorso 10 febbraio ai vescovi di tutto il mondo dal cardinale Leonardo Sandri e dall’arcivescovo Cyril Vasil’, rispettivamente prefetto e segretario della Congregazione per le Chiese orientali, in occasione dell’annuale colletta per la Terra santa.

Eccellenza Reverendissima,

Il Venerdì santo è il giorno in cui il male sembra vincere, in cui l’Innocente ha patito la morte in croce. Un giorno che sembra non tramonti mai nella Terra santa che continua a vivere un tempo infinito di violenza. Se lo sguardo si allargasse a tutto il mondo, ugualmente non si riuscirebbe a dare ali alla speranza di un futuro sereno.

Il cuore dell’uomo, inquieto e tribolato, chiede luce, vita, speranza; chiede di camminare insieme agli altri uomini, chiede fraternità, vuole rimettersi in cammino e ha bisogno di vedere al di là della realtà che lo circonda, una realtà più grande e più vera: il perenne rinnovarsi di una salvezza già data.

La Colletta del Venerdì santo riaccende in noi la necessità di questa speranza certa, di questo sguardo più profondo e più vero sul male che ci circonda, e guarda alla Terra santa, l’Oriente della nostra redenzione. Là sono le nostre radici, là il nostro cuore: siamo debitori verso coloro che di là sono partiti per portare la fede al mondo; debitori verso coloro che là sono rimasti nonostante i conflitti che sempre l’hanno martoriata, a testimoniare la fede, a curare le orme che — tracciate da Gesù — ci lasciano toccare con mano la verità del nostro credo. Questa Terra chiama in causa la nostra carità. Da sempre, e oggi con accresciuta urgenza. Perché ogni persona che là vive e opera, ha bisogno delle nostre preghiere e del nostro aiuto concreto, per essere sostenuta nell’impegno di lenire le ferite continuando con fiducia l’impegno di realizzare la giustizia e di operare per la pace.

In quest’anno giubilare siamo più che mai esortati a dimostrare la nostra misericordia e vicinanza ai nostri fratelli del Medio oriente. Rifugiati, sfollati, anziani, bambini, ammalati hanno bisogno di noi. In questa terra d’Oriente si viene uccisi, si muore, si viene rapiti, si vive nell’angoscia per i propri cari, si soffre quando la famiglia viene smembrata dalle emigrazioni e dagli esodi. Si sperimenta il buio e la paura dell’abbandono, della solitudine e dell’incomprensione. Tempo di prove e di sfide, tempo di martirio. E tutto questo si ripercuote sul dovere di aiutare, di far fronte alle emergenze, di ricostruire e di trovare spazi, di creare nuovi modi e luoghi di aggregazione, di assistenza. Tutte opere di misericordia, necessarie e urgenti, che quotidianamente fanno toccare con mano che “se Dio non costruisce la città, invano avranno faticato i costruttori”.

Si vive aggrappati alla croce del Venerdì santo, ma sorretti dalla luce della risurrezione. La Terra santa è luogo di dialogo, abitata da uomini che non smettono di sognare di costruire ponti, nella quale vivono comunità cristiane dove si proclama il vangelo della pace. Terra di “ecumenismo del sangue”, e insieme terra di una normalità straordinaria.

«Non possiamo restare indifferenti: Dio non è indifferente! A Dio importa dell’umanità, Dio non l’abbandona!» (Papa Francesco). Ciò si esprima nel tendere la mano per offrire generosamente il proprio contributo, e non aver timore di continuare i pellegrinaggi, ai luoghi della nostra salvezza, ma anche cercando in essi di visitare le scuole e i centri assistenziali, luoghi del farsi prossimo dei cristiani locali, ascoltando le loro testimonianze.

La Colletta per la Terra santa ci richiama ad un dovere «antico», che la storia di questi ultimi anni ha reso ancora più urgente, ma ci procura la gioia di aiutare i nostri fratelli.

Le assicuro la riconoscenza del Santo Padre Francesco e quella della Congregazione per le Chiese orientali che segue con premurosa cura i nostri fratelli d’Oriente, pregando di estenderla a tutti i fedeli cristiani della sua Chiesa particolare. Con un fraterno saluto nel Signore.

Sostegno a Chiese e istituzioni

La Colletta pro Terra santa è regolata da specifiche disposizioni pontificie che ne stabiliscono l’assegnazione alla Custodia francescana per prima, la quale è incaricata del mantenimento dei santuari sorti sui luoghi santi e delle strutture pastorali, educative, assistenziali, sanitarie e sociali, che consentono la vita delle parrocchie e dei più diversi organismi ecclesiali attorno a essi, affinché comunità vive e operanti ne siano la più evangelica salvaguardia.

Un contributo annuale è assegnato alla assemblea degli ordinari cattolici di Terra santa per l’indispensabile impegno di coordinamento e promozione della presenza ecclesiale.

Alle altre comunità ecclesiali cattoliche sia latine sia orientali delle varie tradizioni (Chiese patriarcali, metropolie, eparchie ed esarcati; diocesi latine e vicariati apostolici), come a numerose e benemerite famiglie religiose maschili e femminili sono assegnati contributi ordinari e straordinari per le stesse finalità.

I territori che beneficiano sotto diverse forme ed entità di un sostegno proveniente dalla colletta sono: Gerusalemme, Palestina e Israele; Giordania, Cipro, Siria, Libano, Egitto, Etiopia ed Eritrea, Turchia, Iran e Iraq.

Tra i sussidi straordinari, il contributo a istituzioni locali ecclesiastiche e civili, per progetti a sostegno dei bisogni locali e a progetti abitativi che offrano a giovani nuclei familiari di rimanere in Terra santa. L’ammontare complessivo dei suesposti sussidi è pari a 2.086.203,00 dollari statunitensi.

Una rete scolastica capillare, specie attraverso le parrocchie, favorisce un grado di scolarizzazione diffuso e qualificato, che è molto apprezzato a livello ecumenico e interreligioso, come attesta la frequenza in percentuale di rilievo di studenti provenienti da altre Chiese e comunità ecclesiali cristiane e dalla popolazione musulmana.

La diocesi patriarcale di Gerusalemme e la Custodia francescana sostengono da lunga data un ammirevole impegno in questo ambito con l’aiuto proveniente dalla colletta, che è seguito da organismi propri.

È attivo un segretariato di solidarietà che coordina il sostegno alle istituzioni scolastiche gestite dalle altre comunità cattoliche e dagli istituti religiosi.

Una delle prestigiose istituzioni che contribuisce immensamente alla formazione intellettuale e umana dei giovani è la Bethlehem University. La Congregazione per le Chiese orientali offre un rilevante contributo annuale alla suddetta università. Il totale dei contributi per le attività scolastiche è di 2.600.000,00 dollari statunitensi.

Grazie alla colletta si può provvedere a devolvere contributi ai seminari, alle case di formazione religiose e istituzioni culturali nei territori indicati, sostenendo sotto varie forme (per diversi con borse di studio complete di vitto e alloggio, tasse universitarie e ogni altra necessità sanitaria) anche a Roma, dove studiano giovani seminaristi e sacerdoti, religiosi e religiose, e, compatibilmente con i fondi disponibili, alcuni laici provenienti dall’area mediorientale, i quali vi ritorneranno, specialmente quali futuri formatori.

In questi anni, a motivo della delicata congiuntura economica internazionale, avanza il problema di un particolare sostegno alle stesse famiglie cristiane, che sono sempre più in difficoltà a garantire la loro partecipazione nella gestione amministrativa delle scuole cattoliche.

La possibile attenzione è riservata alle emergenze e nell’anno 2015 vi sono stati stanziamenti per la Siria e l’Iraq, con particolare attenzione ai profughi da questi Paesi che vivono in Giordania e Libano.

Per le varie emergenze sono stati concessi degli aiuti che ammontano a 1.204.171,00 dollari statunitensi.

La Congregazione per le Chiese orientali con altri proventi offerti dalla Chiesa universale e da singoli benefattori, e con l’encomiabile impegno delle agenzie cattoliche internazionali, provvede ai sussidi ordinari e straordinari a tutte le altre Chiese orientali cattoliche del mondo sia nella madrepatria sia nella diaspora. Sul piano formativo, solo in Roma, contribuisce al sostentamento del Pontificio istituto orientale, istituzione accademica superiore con le due facoltà di scienze ecclesiastiche orientali e di diritto canonico orientale, di cui è gran cancelliere il cardinale prefetto del dicastero, e circa 400 studenti nelle otto istituzioni formative direttamente gestite con borse di studio complete, intervenendo poi con parziali contributi a studenti presso altre strutture culturali.

Il testo integrale del rapporto della Custodia 

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