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Damasco sostiene
l’intesa di Vienna

· ​L’Is conquista posizioni nella Siria centrale ·

Mentre proseguono senza tregua gli scontri e il cosiddetto Stato islamico (Is) guadagna terreno, si registrano passi importanti nel dialogo politico sulla crisi siriana. 

Il Governo di Damasco ha riconosciuto ieri l’importanza dei risultati ottenuti nel vertice di Vienna, che per la prima volta ha raccolto attorno a un tavolo tutti i principali attori della regione. Il sostegno è stato espresso dal ministro degli Esteri siriano, Walid Al Moualem, che ieri ha incontrato l’inviato dell’Onu per la crisi siriana, Staffan De Mistura. Il ministro ha sottolineato che la lotta al «terrorismo» deve essere prioritaria per arrivare «a una soluzione politica». I colloqui di Vienna, che si sono conclusi venerdì, hanno riunito i rappresentanti diplomatici di Unione europea, Onu e 17 Paesi, tra cui Stati Uniti, Arabia Saudita e Turchia e due alleati chiave del presidente siriano, Bashar Al Assad, ovvero l’Iran e la Russia. Né il Governo siriano né i rappresentanti dell’opposizione sono stati direttamente rappresentati ai colloqui. Il comunicato finale del summit chiede l’apertura di un processo politico che porti a nuove elezioni e a una nuova costituzione. Si parla inoltre di un cessate il fuoco entro 4-6 mesi.

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26 maggio 2019

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