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Damasco accetta l’intesa

· Per la cessazione delle ostilità come chiesto da Mosca e Washington ·

Escluse dall’accordo le operazioni contro l’Is e il Fronte Al Nusra

 Il Governo siriano dice sì all’intesa raggiunta da Stati Uniti e Russia sulla cessazione delle ostilità a partire da sabato 27 febbraio. 

Tra le macerie causate dai bombardamenti ad Aleppo (Afp)

Lo rende noto un comunicato del Ministero degli Esteri. In base all’accordo, dalla mezzanotte di venerdì avrà inizio una tregua che non riguarderà però le operazioni contro il cosiddetto Stato islamico (Is), i qaedisti del Fronte Al Nusra e le altre organizzazioni riconosciute come «terroriste» dal Consiglio di sicurezza dell’Onu: contro di esse continueranno sia i raid della coalizione a guida statunitense che quelli dell’aviazione russa.

L’intesa preliminare, preceduta secondo fonti diplomatiche da un colloquio telefonico tra i presidenti Barack Obama e Vladimir Putin, è arrivata ieri con un comunicato congiunto di Washington e Mosca. Nel dettaglio, l’intesa prevede l’istituzione di «un gruppo di lavoro per individuare le zone da bombardare» ovvero quelle controllate dall’Is o dal Fronte Al Nusra. Rimane da risolvere il problema di quest’ultimo gruppo, in quanto i suoi combattenti «sono dislocati un po’ ovunque, anche dove si trovano i ribelli» della cosiddetta «opposizione moderata» come viene indicato da Washington.

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