Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Dall’Ucraina
per fare gli scafisti

· Arrestati in Calabria per tratta di esseri umani ·

In Calabria, nel sud Italia, sono stati arrestati due cittadini ucraini accusati di essere gli scafisti dell’imbarcazione sulla quale viaggiavano 122 migranti sbarcati a Roccella Jonica, dopo un salvataggio nei giorni scorsi. Intanto, fonti mediche smentiscono che ci sia un’emergenza sanitaria nei porti delle coste italiane di sbarco di migranti.

A Oleksii Suprunov di 27 anni e Viktor Babych di 20 anni, di nazionalità ucraina, la direzione distrettuale antimafia contesta i reati di associazione per delinquere e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Dalla ricostruzione degli investigatori, è emerso che i migranti, dopo avere pagato un prezzo medio di 4000 dollari statunitensi ciascuno, sono partiti dal porto turco di Antalya cinque giorni prima di essere soccorsi, a bordo di un barcone in legno in cattivo stato, affrontando il viaggio senza sufficienti scorte di cibo e acqua e in precarie condizioni igienico-sanitarie.

Non si tratta del primo arresto di ucraini. Il fenomeno dei marinai ucraini assoldati dalle gang criminali dei trafficanti di esseri umani risulta in forte crescita. In genere si tratta di ingaggi per pilotare barche dove salgono migranti che possono pagare fino a 8000 dollari per essere trasportati in sicurezza sulle coste europee.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

21 maggio 2019

NOTIZIE CORRELATE