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Dall’oscurità
alla luce

· Natale ad Aleppo ·

Aleppo, 21. «Il ritorno dell’elettricità per tredici-quattordici ore al giorno, insieme alla fornitura costante di acqua, sono i segni più importanti della rinascita. Adesso è possibile tornare a vedere in alcuni punti una città pulita e strade illuminate con pannelli solari. Dall’oscurità alla luce». È «una sensazione nuova» quella raccontata ad AsiaNews dal vicario apostolico di Alep, Georges Abou Khazen. 

A un anno dalla fine della battaglia per la città siriana, «si vive un clima di maggiore speranza» e «vi è anche molta più sicurezza». Tutto questo, aggiunge il presule, «induce a un moderato ottimismo affinché si raggiunga una soluzione che coinvolga tutto il paese». Una pace stabile e duratura, la lotta alla disoccupazione che frena la lenta ripresa, la riunificazione delle molte famiglie spezzate dalla guerra sono i desideri che animano la popolazione cristiana di Aleppo in queste settimane di Avvento che preparano al Natale. La migrazione resta un problema anche perché sono partiti soprattutto i giovani e il loro ritorno è una priorità per far ripartire la città. Intanto la Chiesa locale ha avviato o sostiene con fondi specifici progetti di micro-impresa a livello locale: «Adesso la nostra sfida è passare dal sussidio all’autosufficienza», spiega monsignor Khazen. Da qui lo stanziamento di somme di denaro per l’apertura di pasticcerie, negozi di barbiere, falegnamerie, imprese artigiane, fabbri ferrai, perché «è dalle piccole attività di ogni giorno che bisogna ripartire».

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