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Dall’infanzia alla beatificazione Karol Wojtyła attraverso le immagini

· Il Papa visita la mostra nel Braccio di Carlo Magno ·

C’è il kayak che, negli anni Sessanta Karol Wojtyła, già ausiliare di Cracovia, usava per fare canottaggio; ci sono le scarpe che indossava con gli sci, esposti lì a fianco, ci sono anche il libro di preghiere, la borraccia per l’acqua e lo zaino che portava con sé durante le sue frequenti escursioni in montagna; e c’è addirittura un sasso delle cave di pietra di Zakrzówek e una divisa da operaio della Solvay, dove il giovane Wojtyła lavorò durante la seconda guerra mondiale; la riproduzione di un manifesto di una serata letteraria a cui partecipò. C’è anche la domanda di ammissione all’ordinazione diaconale, datata 13 ottobre 1946; e poi il patentino per guidare la bicicletta ottenuto nel giugno 1956, lo scapolare della Madonna del Carmelo che portava sempre con sé, il rosario di ambra, la talare sacerdotale, l’anello vescovile e alcune sue opere letterarie tradotte in varie lingue.

Tutto ricorda i diversi momenti della vita di Karol Wojtyła nella mostra allestita nel Braccio di Carlo Magno, in Vaticano che Benedetto XVI ha visitato, mercoledì mattina 6 luglio. Si tratta di un’iniziativa promossa dal Governatorato in collaborazione con l’ambasciata di Polonia presso la Santa Sede e con il ministero della Cultura e del Patrimonio nazionale della Repubblica polacca. L’allestimento è di Barbara Jatta, curatore delle stampe della Biblioteca Apostolica Vaticana, e di Roberto Pulitani, della Direzione dei Servizi Tecnici del Governatorato.

Il Pontefice ha avuto modo di ripercorrere l’itinerario umano, spirituale e pastorale del beato Giovanni Paolo II, attraverso le quindici sezioni nelle quali si snoda l’esposizione. Una frase posta all’ingresso del Braccio di Carlo Magno ha introdotto il Papa alla mostra: «Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo!».

Il percorso del Pontefice attraverso le immagini è iniziato da quelle dei ricordi dell’infanzia e della gioventù, dagli anni trascorsi a Cracovia, fino all’elezione al soglio pontificio, alla sua beatificazione.

Nella sezione in cui sono mostrate le immagini dell’attentato del 13 maggio 1981, esposte in un suggestivo ambiente semi-oscuro, il Papa ha potuto anche riascoltare in sottofondo l’eco degli spari che si susseguirono in quella drammatica sequenza. È passato poi alle sezioni dedicate ai giubilei e alle Giornate mondiali della gioventù, dove ha potuto vedere l’originale della croce lignea affidata da Giovanni Paolo II ai giovani nella Pasqua del 1984.

Il Papa ha poi sostato dinnanzi ad alcuni schermi sui quali compaiono date e immagini dei viaggi apostolici, i nomi e date delle parrocchie romane visitate, viaggi pastorali in Italia e quelli apostolici nel mondo. Di suggestivo impatto sono le foto del servizio fotografico dell’«Osservatore Romano», selezionate da Mirka Lesner, che arricchiscono la mostra. In particolare quelle che ripropongono, una per ciascuno dei cinque continenti, le tappe principali toccate durante i viaggi apostolici. La visita di Benedetto XVI è proseguita attraverso le sezioni dedicate al dialogo ecumenico e interreligioso, alle encicliche, ai documenti ufficiali, alle canonizzazioni e beatificazioni, ai sinodi, ai concistori fino alle ordinazioni episcopali presiedute da Giovanni Paolo II. Nelle ultime tre sezioni ha potuto vedere opere letterarie, testimonianze della devozione a Maria e della sofferenza patita. Nell’ultimo tratto sono riproposte le immagini originali e drammatiche allo stesso tempo, degli ultimi giorni di vita del beato e si riascoltano le parole dell’allora sostituto della segreteria di Stato, l’arcivescovo Leonardo Sandri, che annunciavano la morte del Pontefice. L’itinerario si conclude con le parole di Benedetto XVI del 16 gennaio 2011, con le quali manifestava al mondo la sua intenzione di proclamare beato Giovanni Paolo II, il 1° maggio successivo.

Hanno accompagnato il Pontefice lungo il percorso il cardinale Giovanni Lajolo, presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, l’arcivescovo James Michael Harvey, prefetto della Casa Pontificia, monsignor Georg Gänswein, suo segretario particolare.

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20 ottobre 2019

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