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Dall’incontro alla riconciliazione

· Le relazioni con le Chiese ortodosse nell’Europa centro-orientale ·

Venticinque anni dopo la caduta del muro di Berlino, il 2014 ha mostrato che la conclusione della guerra fredda non ha ancora cessato di far sentire le sue ripercussioni sulle relazioni tra i cristiani. La caduta dei regimi comunisti dell’Europa orientale segnò, per coloro che chiamavamo “cristiani dell’est”, la fine di una persecuzione senza precedenti.

Senza precedenti nella storia della Chiesa fu anche la loro straordinaria risorgenza, che alimentò la speranza di un rinnovato respiro “a due polmoni” del cristianesimo europeo. All’epoca tutti credevano che tale svolta sarebbe stata accompagnata da un ricongiungimento ecumenico. In realtà, questa speranza si è rapidamente infranta. Come le differenze nazionali erano state cancellate dalla morsa dei regimi comunisti, così le differenze confessionali — inestricabilmente legate alle rivalità nazionali — ricomparvero con la libertà ritrovata. La fine della persecuzione segnò anche la fine di quello che era stato a volte definito “ecumenismo del gulag”.

Nel 2014, la crisi ucraina, crisi innanzitutto politica e nazionale, ha avuto gravi conseguenze sulle relazioni tra cattolici e ortodossi. I rappresentanti del patriarcato di Mosca hanno criticato duramente la Chiesa greco-cattolica ucraina. In Serbia, alcuni responsabili ortodossi hanno colto l’occasione delle visite dei prelati della Curia romana per menzionare i fatti della seconda guerra mondiale come principale pietra d’inciampo nelle relazioni tra la Chiesa ortodossa serba e la Chiesa cattolica. Queste tensioni mostrano che il dialogo teologico, per quanto assolutamente indispensabile per il ristabilimento dell’unità, non è sufficiente. Le difficoltà della Commissione mista internazionale del dialogo teologico tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa, che sono emerse nuovamente durante l’ultimo incontro ad Amman nell’ottobre del 2014, evidenziano che il dialogo teologico tra esperti deve essere accompagnato da un processo di riconciliazione che coinvolga tutti i livelli delle Chiese.

di Hyacinthe Destivelle

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14 dicembre 2019

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