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Dalle «tabulae» ai tablet

· Intervista al direttore della Libreria Editrice Vaticana ·

Nel mondo dell’editoria online è necessario navigare a vista, evitando entusiasmi e allarmismi eccessivi; ne è convinto don Giuseppe Costa, direttore della Libreria Editrice Vaticana (Lev), in questi giorni al Salone internazionale del Libro di Torino (che non a caso ha intitolato la sua XXV edizione «Primavera digitale»). E davvero di una primavera si tratta, anche se piena di incognite.

Dopo l’accordo siglato pochi giorni fa, l’Italia è il primo Paese di lingua non anglosassone dove Google, il sito più visitato al mondo, estende il suo servizio di vendita di libri digitali. Sulla scia di Apple e Amazon, anche il colosso di Mountain View fa dunque il suo ingresso nel mercato elettronico italiano, rendendo disponibili migliaia di titoli per smartphone, tablet e computer attraverso la piattaforma Google Play.

Mentre i testi viaggiano sempre di più tra le nuvole (in senso metaforico ma anche letterale, nelle cloud digitali) e le vendite dei libri cartacei decrescono a ritmi altrettanto rapidi, le variabili del mercato restano difficili da prevedere. «Benedetto XVI scrive a penna ma i suoi scritti viaggiano con le tecnologie più innovative» si legge in un blog che rimanda al sito della Libreria Editrice Vaticana; abbiamo chiesto al direttore se è vero.

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11 dicembre 2019

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