Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Sul clima passare dalle parole ai fatti

· I leader religiosi del Commonwealth ai governanti ·

Londra, 19. Un appello ai governi per trasformare «le parole in azioni» in tema di cambiamento climatico è stato lanciato dagli oltre centosettanta leader religiosi riuniti in questi giorni a Londra per un vertice biennale di alto livello, Commonwealth Heads of Government Meeting, dedicato all’ambiente e al clima. Un evento parallelo, promosso a Lambeth Palace dall’arcivescovo di Canterbury, Justin Welby, primate della Comunione anglicana, ospita invece una tavola rotonda sul tema della libertà religiosa e di coscienza.

In una lettera firmata da responsabili religiosi anglicani, cattolici ed ebrei, viene sottolineata l’importanza di un coinvolgimento delle Chiese e delle comunità religiose al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica e i governanti sulle problematiche legate all’ambiente. Tra i firmatari figurano il vescovo di Port-Louis (Mauritius), cardinale Maurice Piat, il vescovo di Roseau (Dominica), Gabriel Malzaire, il segretario generale della confraternita evangelica dell’India, Vijayesh Lal, e il gran rabbino della Liberal Jewish Synagogue di Londra, Alexandra Wright. «Nemmeno il più remoto angolo del Commonwealth — si legge nella lettera — rimane inalterato dal cambiamento climatico, il cui impatto sulle popolazioni più povere del mondo è a dir poco devastante».

Firmatari di tutti i continenti chiedono ai politici di partecipare attivamente a questo importante vertice, che si concluderà domani, venerdì, e di perseguire «ogni sforzo per mantenere la temperatura globale al di sotto dell’obiettivo di 1,5 gradi come previsto dall’accordo di Parigi (Cop21). È necessaria — si sottolinea — un’azione urgente sui cambiamenti climatici per ridurre la vulnerabilità e aumentare la resilienza». I responsabili religiosi, inoltre, ricordano che trentanove dei cinquantatré paesi del Commonwealth sono classificati come «piccoli o vulnerabili» e pertanto bisogna lavorare per sostenere le piccole nazioni in difficoltà: «La crisi della povertà e la crisi dell’ecologia sono una cosa unica, e ciascuna delle nostre tradizioni di fede ci ricorda la profonda interconnessione tra le persone e il nostro pianeta. Questa crisi richiede una soluzione comune, adesso».

La dichiarazione dei leader religiosi impegnati in questi giorni a Londra è l’ultima di una serie di appelli di personalità religiose ai vertici internazionali volti a sensibilizzare i governanti sui cambiamenti climatici. Diversi capi di governo hanno citato l’enciclica di Papa Francesco Laudato si’ sull’ambiente come catalizzatore del successo dei colloqui sul clima delle Nazioni Unite che hanno portato all’accordo di Parigi nel 2015.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

19 giugno 2019

NOTIZIE CORRELATE