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Dalle parole ai fatti

· Incontro internazionale in Vaticano sulla protezione dei minori nel mondo digitale ·

I bambini vittime del web. Infanzia e adolescenza sono sotto attacco nella rete digitale: «Le immagini che girano sono sempre più terribili e crudeli. I siti di pornografia si moltiplicano, e gli studiosi hanno rilevato che l’età media in cui i bambini cominciano a seguire pornografia in rete è ormai scesa agli 11 anni. E nel tipo di immagini che circolano c’è una vera e propria escalation di violenza e di gravità: è una sfida globale che richiede una risposta globale». Lo ha ricordato con grande preoccupazione padre Federico Lombardi presentando — il 12 novembre in un incontro con i giornalisti nella Sala stampa della Santa Sede — il convegno internazionale «Promoting digital child dignity. From concept to action» che si svolgerà in Vaticano, alla Casina Pio iv, il 14 e il 15 novembre.

Il convegno è promosso dalla Pontificia accademia delle scienze insieme alla Child Dignity Alliance e all’Interfaith Alliance for Safer Communities. Si tratta — ha spiegato Ernesto Caffo, fondatore di sos Telefono Azzurro e, come padre Lombardi, membro del comitato direttivo della Child Dignity Alliance — di una tappa inserita in un percorso iniziato nel 2017 con il congresso mondiale svoltosi sul tema presso la Pontificia Università Gregoriana. Quell’incontro si concluse con l’approvazione della «Dichiarazione di Roma», mirata a un comune impegno per la protezione dei bambini, e da lì si arrivò all’organizzazione della conferenza interreligiosa tenutasi, sempre sul tema della difesa dell’infanzia e dell’adolescenza, ad Abu Dhabi l’anno successivo. Ora, ha detto Caffo, c’è l’esigenza di passare dalle dichiarazioni alle iniziative concrete, dalle parole ai fatti, per individuare ipotesi di lavoro che coinvolgano mondo accademico, aziende, organismi internazionali, politici e leader religiosi.

Nel giorno di apertura dei lavori è prevista, nella Sala Clementina, l’udienza con Papa Francesco che, sin dall’inizio di questo processo, si è mostrato — ha detto padre Lombardi — molto coinvolto da questa problematica e ha incoraggiato gli sforzi spesi a favore della protezione della dignità infantile nel mondo digitale.

«Siamo di fronte — ha aggiunto il gesuita — a una sfida globale che richiede una risposta altrettanto globale, non solo dal punto di vista geografico», ma anche in ordine alle dimensioni e all’articolazione delle risposte. Ci sono, ha spiegato, diverse linee operative. Innanzitutto linee di carattere tecnologico: come si scoprono e si eliminano immagini e video criminali? Quali iniziative devono intraprendere le grandi aziende che gestiscono siti web e social network? Quale controllo preventivo va operato sui software in produzione?

C’è poi un ambito giuridico e della sicurezza che porta alla necessità, ad esempio, di elaborare strategie nell’individuazione dei criminali e anche nella ricerca delle vittime da aiutare. Ancora: vanno studiate iniziative di carattere educativo e formativo in appoggio alle famiglie e alle scuole per aiutare i ragazzi e i genitori a muoversi in questo campo. Non ultimo, poi, c’è il coinvolgimento dei leader religiosi ai quali è chiesto un sempre maggiore impegno per sviluppare una consapevolezza anche nelle comunità.

È il momento, ha concluso Lombardi, di arrivare a proposte concrete, linee di azione in un processo che continua.

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15 dicembre 2019

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