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Dalle parole ai fatti

· Aperta in Marocco la ventiduesima conferenza mondiale sul clima ·

Con l’urgenza — e l’obbligo — di passare dalle parole ai fatti, si è aperta oggi a Marrakech, in Marocco, la ventiduesima Conferenza dell’Onu sul clima (Cop22). 

Bandiere dei paesi partecipanti alla Cop22 di Marrakech (Reuters)

Scienziati, ambientalisti e politici, sono riuniti fino al 22 novembre per discutere l’attuazione dello storico accordo sul clima di Parigi, che ha l’ambizioso obiettivo di contenere l’innalzamento delle temperature globali al di sotto dei 2 gradi centigradi. Obiettivo — evidenziano gli esperti del settore — che però finora è rimasto poco più che una dichiarazione di intenti. L’accordo di Parigi, adottato alla fine del 2015, è stato firmato da 192 paesi ed è stato finora ratificato da 100 paesi che producono il 70 per cento delle emissioni nocive mondiali (il senato italiano ha dato il via libera definitivo il 27 ottobre scorso). A Marrakech, sul tavolo dei colloqui, ci saranno, nel dettaglio, proprio gli obiettivi stabiliti alla conferenza parigina, dove i paesi hanno preso impegni per abbattere le emissioni di gas a effetto serra. Tra punti di vista e interessi molto differenti, i negoziatori dovranno arrivare a concordare una serie di processi che rendano successivamente possibile mettere in pratica l’accordo attraverso provvedimenti legislativi concreti per ridurre le emissioni di gas serra, aumentare l’efficienza energetica, accelerare la transizione verso le energie rinnovabili. Ci sono inoltre alcune delicate questioni da risolvere, a cominciare dal meccanismo per verificare il livello di gas serra prodotto da ciascun paese o il finanziamento di politiche climatiche nelle nazioni più svantaggiate. Sul tavolo anche il problema di come “compensare” i paesi poveri più colpiti dal surriscaldamento climatico, con siccità, inondazioni e ondate di maltempo sempre più frequenti.

I colloqui dovranno servire, quindi, ad assicurare l’impegno concreto e tempi certi, ma anche a garantire un piano per l’erogazione di 100 miliardi di dollari l’anno per aiutare i paesi in via di sviluppo a fronteggiare i cambiamenti climatici. L’obiettivo primario del summit marocchino — previsto nell’ambito della convenzione quadro dell’Onu sui cambiamenti climatici — è decidere le strategie da adottare per ridurre le temperature della Terra e arrivare a un accordo definitivo nel 2018.

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15 settembre 2019

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