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Dall'autunno del medioevo

· L'esemplarità del beato Stanislaw Kazimierczyk Soltys ·

Stanislao Kazimierczyk, canonico regolare lateranense — che sarà canonizzato domenica prossima, 17 ottobre — visse nell'autunno del medioevo, quindi in un'epoca lontana. Anche per questo alla notizia della sua canonizzazione ci si è chiesti che cosa abbia da dire alla vita della Chiesa di oggi. Un personaggio antico non smette di essere segno, profeta e testimone dei valori essenziali anche per l'uomo e il cristiano di oggi. Valori che sono la fede, la speranza e l'amore per Dio e per il prossimo. La vita e le opere di Stanislao Kazimierczyk lo mostrano come incessante nel perseverare in Cristo e nel suo Vangelo.

Stanislao Kazimierczyk nacque il 27 settembre 1433 da Jadwiga e Maciej Scholtis a Kazimierz, allora città indipendente, oggi prestigioso quartiere della grande ed europea città di Cracovia. Il padre si occupava di produzione e commercio di tessuti, e allo stesso tempo partecipava al consiglio comunale, come consigliere e giurato. La famiglia era indubbiamente ricca, legata alla parrocchia, cosa non rara allora a Cracovia. Il XV secolo fu, a Cracovia e nell'intera Polonia, un secolo di particolare fervore religioso, che diede alcuni santi e beati, e per questo fu chiamato nella storiografia «secolo felice» ( felix saeculum ). Stanislao iniziò la sua istruzione nella scuola presso la parrocchia del Corpus Domini. Terminata la scuola della parrocchia, intraprese gli studi presso la facoltà di filosofia dell'università di Cracovia, che concluse nel febbraio 1461. Era uno studente dotato e uno studioso promettente. Per questo per un certo tempo dopo gli studi rimase all'università, tenendo lezioni per gli studenti della facoltà di filosofia.

Ma il suo sogno non era la carriera universitaria, bensì il servizio di Dio e del prossimo nella vita religiosa. Entrò quindi nel convento dei canonici regolari lateranensi presso la chiesa del Corpus Domini, nella sua città natale. Ricevette l'ordinazione sacerdotale intorno al 1464. Nel convento svolse le funzioni di predicatore, confessore, professore di filosofia e teologia. Fu maestro dei novizi e vice priore. Gli statuti dell'ordine di allora attribuivano alla funzione di predicatore — considerata una vera arte, che richiedeva capacità non comuni — un'importanza preminente, rispetto alle altre funzioni sacerdotali. Stanislao era un buon predicatore. La grande e bella chiesa gotica del Corpus Domini si riempiva quando saliva sul pulpito. Lo ascoltavano volentieri anche i professori e gli studenti dell'università di Cracovia. La sua attività di predicatore fu documentata nei sermonaria , ossia raccolte di omelie. L'ultimo codice con le sue omelie è andato perduto nell'incendio della biblioteca nazionale di Varsavia, durante le azioni belliche del 1944. Prima del 1482 fu designato maestro dei novizi, ufficio che nel convento era legato a quello di vice priore.

Nella Quaresima del 1489 don Stanislao si ammalò. I biografi attribuirono ciò all'eccessivo digiuno e all'estenuante servizio pastorale, probabilmente in confessionale. Subito dopo la Pasqua, che nel 1489 cadeva il 19 aprile, le sue condizioni peggiorarono al punto che dalla cella lo trasportarono nell'infermeria del convento e fu sottoposto a cure più intense. Tuttavia gli sforzi furono inefficaci. La morte giunse il 3 maggio. Il funerale avvenne alcuni giorni dopo. Il corpo fu sepolto nella chiesa del Corpus Domini.

Stanislao già durante la sua vita era stimato e venerato, considerato uomo dei misteri divini. Sia dentro che fuori dal convento si parlava di lui come di religioso e sacerdote di particolare pietà ( piissimus pater ), quale beato ( beatus pater ). Inoltre i suoi biografi sono concordi nell'affermare che già durante la sua vita compì dei miracoli, «il che destò grande ammirazione agli occhi della gente». Non vi fu quindi grande stupore quando, subito dopo il funerale, nella città si diffuse la notizia che presso la sua tomba trovò guarigione la moglie di Klemens Czarny, Regina, da una grave e lunga malattia. Il secondo, a cui il defunto padre Stanislao si manifestò e che guarì, fu il frate Swoszowski. La notizia del miracoloso Stanislao divenne di dominio pubblico. Dei miracoli avvenuti presso la sua tomba e per sua intercessione si discuteva nelle case, per le strade e su richiesta dei miracolati i predicatori ne davano notizia dai pulpiti delle chiese di Cracovia. Sempre più numerosi fedeli si recavano alla tomba del religioso nella chiesa del Corpus Domini, con la speranza di ottenere la salute. Nel maggio 1489 il custode della chiesa iniziò a registrare le grazie in un libro apposito. Solo nel primo anno, dopo il funerale ne furono registrate ben 176, per lo più guarigioni dalle più svariate malattie.

A mano a mano che nel quartiere di Cracovia si diffondevano sempre nuovi racconti sulle guarigioni presso la tomba di Stanislao, considerate come potenti segni della sua santità, cresceva il suo culto e contemporaneamente maturava il pensiero di elevarlo solennemente agli altari, come modello da seguire e come potente intermediario e intercessore presso Dio. Il cammino verso la gloria degli altari si rivelò tuttavia estremamente lungo per Stanislao: durò infatti oltre 500 anni. Il primo passo di questo cammino fu la riesumazione del suo corpo dalla tomba e la sua deposizione in un sarcofago decorato, intorno al 1500. Il secondo fu la costruzione di un bellissimo altare, nel quale il 10 agosto 1632 furono solennemente traslate le sante reliquie. Il terzo fu la beatificazione, compiuta il 18 aprile 1993 da Giovanni Paolo II.

La Chiesa, che siamo noi tutti, riceve in lui un ulteriore modello di discepolo fedele e di imitatore del nostro Signore e Maestro, Gesù Cristo. Riceve un testimone eroico del Vangelo, un apostolo della fede, della speranza e dell'amore, un maestro di preghiera. Ora solo da noi dipende quanto questo modello ci sarà vicino, e quanto vorremo utilizzare le sue esperienze nel nostro pellegrinaggio verso la casa del Padre, che passa attraverso il Vangelo, e si basa sulla fede, sulla speranza e sull'amore.

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21 luglio 2019

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