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Dalla tenda alla parrocchia

· ​L’accoglienza dei profughi in Svezia, Belgio, Inghilterra e Galles ·

Si moltiplicano in Europa le iniziative per dar seguito all’appello lanciato da Papa Francesco, durante l’Angelus di domenica 6 settembre, a ospitare una famiglia di profughi in ogni parrocchia, comunità religiosa, monastero e santuario. In Svezia il vescovo di Stoccolma, Anders Arborelius, ha invitato tutte le parrocchie — riferisce il Sir — a designare una persona che sia referente per i rifugiati. 

Bimbo fa capolino da una tenda allestita in Parc Maximilien a Bruxelles

Gli incaricati dovranno coinvolgere i parrocchiani nell’assistenza caritativa ai profughi facendo da mediatori tra gli stessi profughi e le famiglie delle comunità cattoliche, seguendo in particolare i minori non accompagnati e organizzando la formazione linguistica.

In Belgio il vescovo ausiliare di Malines-Bruxelles, Jean Kockerols, non nasconde che la situazione è difficile («non eravamo pronti ad accogliere così tanta gente») ma la rete della solidarietà è in piena attività. Alcuni migranti sono ospitati nella parrocchia vicina al parco Maximilien e altri profughi cristiani hanno trovato posto nella parrocchia melkita di Bruxelles.

In Inghilterra e in Galles — si legge sul sito in rete della Conferenza episcopale — i cattolici sono invitati a rispondere alla crisi dei rifugiati con la preghiera e azioni concrete di sostegno: «Che si tratti di donare tempo, competenze o denaro, può essere dato in ogni caso un valido contributo allo sforzo umanitario. La nostra risposta sarà coordinata a livello locale attraverso le diocesi». È già disponibile fra l’altro l’elenco dei coordinatori diocesani responsabili con relativo numero telefonico e indirizzo di posta elettronica. 

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25 maggio 2019

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