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Dalla passività alla rievangelizzazione

· ​Due indagini fanno il punto sul cattolicesimo in Francia ·

Oggi sono battezzati circa due francesi su tre ma fra trent’anni, nel 2045, la cifra si dovrebbe drasticamente ridurre a un francese su due. La Chiesa, se così fosse, perderebbe tra gli otto e i dieci milioni di fedeli, potendo contare solo su trentacinque milioni di battezzati (rispetto a una popolazione prevista di settantuno milioni di abitanti) con un’età media di 54 anni. Se al calo dei battesimi si aggiunge la costante diminuzione dei matrimoni celebrati in chiesa e della pratica domenicale, oltre alla cronica scarsità di vocazioni sacerdotali, il panorama per il cattolicesimo in Francia si fa preoccupante. Non una grave crisi ma un pericolo mortale, scrive il settimanale «La Vie» commentando i risultati di un’inchiesta affidata all’istituto Paradox’Opinion. Uno studio statistico condotto a partire dall’insieme dei dati disponibili dal secondo dopoguerra a oggi, dalle cifre fornite dalla Chiesa cattolica, dalle proiezioni demografiche ufficiali. Constatazioni scientifiche, dunque, più che considerazioni ideologiche. Ma i campanili delle chiese sono davvero destinati a scomparire dal paesaggio francese? Davvero il cattolicesimo rischia di ridursi al rango di una, seppur consistente, minoranza? Quella di «La Vie» (confortata dai numeri di Paradox’Opinion) appare come una provocazione e allo stesso tempo come una salutare strigliata per la comunità cattolica, chiamata a muoversi prima che sia troppo tardi. 

di Giovanni Zavatta

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19 settembre 2019

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