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Dalla parte
delle vittime

· In Vaticano il summit sul traffico di organi ·

Si sono aperti con il saluto del vescovo Marcelo Sánchez Sorondo, cancelliere della Pontificia Accademia delle scienze, i lavori del summit sul traffico di organi e sul cosiddetto “turismo dei trapianti”, che si svolge il 7 e l’8 febbraio alla Casina Pio iv in Vaticano.

Il logo dell’incontro  in corso alla Casina Pio IV

Il tema dell’incontro — introdotto da Francis Delmonico, chirurgo e docente statunitense, particolarmente esperto nel campo dei trapianti di organi, e da Jeremy Chapman, direttore della divisione di medicina e cancro all’ospedale Wesrmead di Sydney — è stato affrontato a partire da due documenti di grande rilevanza sul tema del traffico di organi umani: la dichiarazione di Istanbul (2008) e la convenzione del Consiglio d’Europa (2014).

Il primo testo, in particolare, è stato al centro dell’intervento di Alexander Capron, co-direttore del Centro pacifico per la politica sanitaria ed etica. Molti dei partecipanti al summit sono stati presenti alla redazione di questo documento, avvenuta nella capitale turca tra il 30 aprile e il 2 maggio 2008, durante la riunione promossa dalla Transplantation Society e dalla International Society of Nephrology. La dichiarazione afferma che tutti i paesi hanno bisogno di un inquadramento giuridico e professionale per disciplinare la donazione di organi e le attività di trapianto, così come di una supervisione trasparente da parte di un sistema normativo che garantisca la sicurezza del donatore e del ricevente e il rispetto di standard e divieti in materia di pratiche non-etiche. Gli estensori della dichiarazione hanno anche riconosciuto che le pratiche non rispettose dei principi etici sono, in parte, una indesiderabile conseguenza della carenza globale di organi per trapianto. Per questo, viene richiesto a ogni paese di impegnarsi a garantire l’applicazione di programmi volti a fornire un numero sufficiente di organi per il trapianto in grado di soddisfare le esigenze dei propri cittadini, anche attraverso politiche adeguate riguardo ai donatori.

Temi, questi, ripresi anche da Marta López Fraga, del comitato europeo sul trapianto di organi, che ha fatto riferimento alla convenzione adottata nel luglio 2014 dal Consiglio d’Europa con l’obiettivo di sanzionare penalmente il traffico di organi a fini di trapianto, di proteggere le vittime e di facilitare la cooperazione a livello nazionale e internazionale per perseguire più efficacemente i responsabili. La mattinata si è conclusa con una panoramica delle situazioni in alcuni paesi dell’America (Canada, Stati Uniti, Messico, Guatemala, Perú, Costarica, Nicaragua, Colombia, Argentina Brasile) e dell’Africa (Egitto, Nigeria, Libia, Sudan, Eritrea, Somalia, Sud Africa e regione sub-sahariana).

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05 dicembre 2019

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