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Dalla parte dei profughi siriani

· Intervista al cardinale Robert Sarah di ritorno dalla missione in Libano ·

Si intensifica l’offensiva dei ribelli sunniti al confine con la Turchia

La grande dignità con la quale i profughi siriani vivono la loro difficile condizione è sottolineata dal cardinale Robert Sarah, presidente del Pontificio Consiglio Cor Unum, nell’intervista rilasciata al nostro giornale al rientro dalla delicata missione in Libano della quale lo ha incaricato il Papa. Scopi della missione sono stati ribadire la vicinanza della Chiesa alle popolazioni colpite dal nuovo conflitto che minaccia di compromettere il già precario equilibrio della regione; incontrare gli organismi caritativi cattolici impegnati in uno sforzo di assistenza ai profughi tanto più encomiabile in quanto attuato con risorse più che limitate rispetto ai bisogni; promuovere un confronto civile e fra religioni, per favorire la riconciliazione. Il porporato ricorda, in linea con quanto già affermato da Benedetto xvi durante la visita compiuta in Libano dal 14 al 16 settembre scorsi, che la carità attiva è una via per la pace preparata dal dialogo.

Nelle ultime ore l’emergenza dei profughi ha raggiunto dimensioni altissime: sono oltre 408.000 i siriani fuggiti in Turchia, Libano e Giordania, secondo quanto comunicato dall’alto commissariato dell’Onu per i rifugiati (Unhcr). La cifra di quattrocentomila è stata superata quando novemila siriani sono fuggiti in Turchia per sottrarsi ai combattimenti innescati dall’attacco dei ribelli sunniti al valico di Ras al Ain. L’Unhcr e le altre agenzie dell’Onu prevedono che quattro milioni di siriani, sfollati interni o profughi all’estero, avranno bisogno di aiuto nel 2013.

Testo integrale dell'intervista

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23 ottobre 2019

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