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Dalla Germania
fondi per i migranti

· Destinati alle attività delle agenzie dell’Onu ·

La Germania destinerà quest’anno cinquanta milioni di euro per le attività in Libia svolte dall’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) e dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim). Lo ha annunciato il cancelliere Angela Merkel, dopo aver ricevuto, ieri a Berlino, i rispettivi capi dei due organismi: il commissario Filippo Grandi e il direttore William Lacy Swing.

Soccorsi in mare (Afp)

Merkel ha sottolineato che la questione migranti sarà affrontata durante il vertice a quattro che si terrà a Parigi il 28 agosto con il presidente del consiglio dei ministri italiano, Paolo Gentiloni, il presidente francese, Emmanuel Macron, e il presidente del governo spagnolo, Mariano Rajoy. Il cancelliere ha definito l’incontro a quattro «un formato con cui è più facile avanzare», ricordando che si tratta dei paesi più coinvolti nella gestione dei migranti. La Germania ha ricevuto 1,3 milioni di rifugiati dal 2015; l’Italia e la Spagna sono in prima fila per gli sbarchi; la Francia ha promesso maggior cooperazione.

Merkel ha ribadito una «consapevolezza comune: dobbiamo combattere le cause della crisi migratoria nei luoghi in cui si originano per evitare che chi fugga dalla guerra o dalla miseria rischi la vita nel Mediterraneo e cada in mano alla mafia». Nel pomeriggio di ieri, Gentiloni, in contatto continuo con Merkel sulla questione migranti, ha fatto sapere di salutare favorevolmente l’impegno tedesco a sostenere con nuovi contributi finanziari le attività dell’Unhcr e dell’Oim in Libia. Con Merkel — hanno sottolineato fonti di palazzo Chigi — c’è «un approccio condiviso» sulla questione del contrasto ai trafficanti e sulla crisi libica.

A proposito della Libia, punto di partenza dei migranti africani verso l’Europa, il generale Khalifa Haftar ha ribadito, in un’intervista pubblicata oggi dal «Corriere della sera» che «il problema migranti non si risolve sulle coste libiche». L’uomo forte di Tobruk ha dichiarato: «Se non partono più via mare ce li dobbiamo tenere noi e la cosa non è possibile». Ha poi ricordato di aver chiesto mezzi alla Francia «per bloccare i flussi sui 4000 chilometri del confine desertico libico nel sud» e di chiedere in generale «20 miliardi di dollari distribuiti su 20 o 25 anni tra i paesi europei uniti in uno sforzo collettivo».

Intanto, mentre si incrementa la rotta verso la Spagna diminuiscono gli arrivi sulle coste italiane. Diversi sbarchi si segnalano in queste ore in Puglia, nel Salento, dove sono giunte 86 persone di nazionalità irachena, iraniana e curda.

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