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Dalla fiducia
alla paura

· Laicità e neutralità religiosa in Francia ·

Su «la Croix» Guillaume Goubert si chiede, nel suo editoriale di giovedì 12 marzo, se è meglio proteggere i ragazzi dalla violenza dei videogiochi e dalla pornografia in rete o metterli al riparo da ogni influenza religiosa. Un’ironica provocazione, mista a irritazione, commentando la proposta di legge del Partito radicale di sinistra (Prg) — già adottata dal Senato francese e adesso all’esame dell’Assemblea nazionale — tesa a estendere l’obbligo di neutralità a persone o a strutture private che accolgono dei minori e ad assicurare il rispetto del principio di laicità. 

Più precisamente l’intenzione è di allargare il principio di neutralità in materia religiosa agli asili e alle altre strutture che, anche saltuariamente durante il giorno (è il caso delle haltes garderies), ospitano bambini, differenziando tra chi beneficia o no di un aiuto finanziario pubblico e tra chi si avvale o no del carattere religioso. L’estensione comprende addirittura centri vacanze, strutture ricreative, singoli individui come gli assistenti all’infanzia. In pratica, se passasse il testo così com’è, non solo gli asili privati ma anche organizzazioni giovanili come gli scout dovrebbero sottomettersi all’obbligo di neutralità religiosa per beneficiare del sovvenzionamento pubblico.

Legittimo ampliamento del principio di laicità dello Stato o accanimento laicista con obiettivo tutte le fedi? L’arcivescovo di Marsiglia, Georges Pontier, non ha dubbi: a nome della Conferenza episcopale francese da lui presieduta, parla di un testo «ispirato da una manifesta sfiducia nei confronti delle religioni dalla quale bisognerebbe proteggere i minori». Sulla stessa lunghezza d’onda l’Assemblea dei vescovi ortodossi di Francia, preoccupata dei pericoli connessi al «progressivo scivolamento da una “laicità della fiducia”, che placa e comprende, a una “laicità della paura” che stigmatizza ed esacerba le tensioni invece di ridurle». La Federazione protestante ospita sul suo sito internet un comunicato della Federazione dello scoutismo francese che sottolinea come il disegno di legge contraddica il principio di laicità e la giurisprudenza. E prevedere che le organizzazioni possano avvalersi di un “carattere proprio” per beneficiare dei soldi pubblici si traduce in una specie di ricatto, in una «condizione stigmatizzante»: la libertà di religione, garantita dalla Costituzione e dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo, «diventerebbe un diritto eccezionale, marcato dal sospetto».

Se si aggiunge che anche ebrei e musulmani hanno criticato il provvedimento, parlando apertamente di «politica dell’intolleranza», si comprende come sia ampio il fronte del no alla loi Laborde, dal nome della senatrice della Prg, Françoise Laborde, che ha presentato la proposta. 

di Giovanni Zavatta

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25 agosto 2019

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