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Dalla famiglia una garanzia di sviluppo

· Presentato l’incontro mondiale di Philadelphia ·

A servizio della famiglia con intelligenza, coraggio e amore: prende spunto da questo triplice presupposto il cammino di preparazione all’ottavo Incontro mondiale delle famiglie, in programma dal 22 al 27 settembre 2015 a Philadelphia. «Intelligenza nel leggere il presente della famiglia; coraggio per affrontare i complessi e numerosi problemi; amore per cercare di risolverli, tenendo sempre presente il Vangelo della famiglia e della vita», ha spiegato stamattina, martedì 25 marzo, l’arcivescovo Vincenzo Paglia, presidente del Pontificio Consiglio per la famiglia, riprendendo le indicazioni di Papa Francesco.

Il presule è intervenuto nella Sala Stampa della Santa Sede alla conferenza di presentazione dell’avvenimento, insieme al pastore dell’arcidiocesi che lo ospiterà, il cappuccino Charles Joseph Chaput.

«Teologia della famiglia; spiritualità e santità coniugale; ecclesiologia e pastorale della famiglia; famiglia e rapporto con la cultura contemporanea; famiglia e migrazioni; famiglia ed ecumenismo: queste alcune delle piste e degli ambiti di un lavoro comune da portare avanti», ha spiegato monsignor Paglia, al fine di «accompagnare nel loro cammino tutte le famiglie del mondo con una pastorale intelligente, coraggiosa e piena di amore». Del resto l’incontro di Philadelphia si colloca in un «momento particolarmente importante per la vita della Chiesa», visto che Papa Francesco «ha voluto porre al centro dell’attenzione proprio il tema della famiglia». Lo testimoniano i due Sinodi dei vescovi, quello straordinario in programma a ottobre e quello ordinario dell’anno seguente, entrambi dedicati alla famiglia. E proprio alla vigilia di quest’ultimo appuntamento del 2015 si collocano le giornate di Philadelphia. Anzi, ha fatto notare il presule, «non si deve dimenticare che questo itinerario ecclesiale si inserisce anche in quel filone di analisi e di dibattito che l’Onu ha proposto in questo anno con l’indizione dell’anno della famiglia», per cui non va sottovalutato lo stretto legame tra l’appuntamento che si svolge in Pennsylvania «e i dibattiti che si stanno svolgendo nella sede centrale delle Nazioni unite a New York. È un invito a tutte le istituzioni religiose e civili a lavorare insieme per un futuro migliore della famiglia nel mondo». Infatti, ha concluso il presidente del dicastero vaticano, da essa dipende «il destino di una umanità pacifica e solidale. Il convergere nella famiglia aiuta tutti i popoli a sentirsi e a operare come un’unica famiglia».

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