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Dalla Croce una forza perenne per l'umanità

· Il cardinale Bertone celebra la messa a Sordevolo dopo una rappresentazione teatrale della «Passione» ·

Arricchita dalla partecipazione del cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone, prosegue con successo a Sordevolo, in provincia di Biella, l'edizione 2010 della sacra rappresentazione della Passione di Cristo. Si tratta di uno spettacolo di due ore che si ripete dal 1816 con cadenza quinquennale organizzato dall'Associazione Teatro Popolare di Sordevolo. Circa quattrocento dei  complessivi mille e trecento abitanti del paesino del biellese, si trasformano in attori e ripropongono l'evento della Passione di Cristo nella forma dell'antico teatro popolare. Su un palcoscenico di circa tremila metri quadrati si sviluppa così uno spettacolo unico nel suo genere in tutta Italia. Viene persino riproposto un carosello della cavalleria romana con quattordici cavalli.

Lo spettacolo va in scena nei mesi di giugno e luglio e viene proposto sia in orari pomeridiani sia in orari serali. Alla rappresentazione serale di ieri, venerdì 16, ha assistito, come accennato, il cardinale Bertone il quale ha anche voluto cogliere l'occasione della sua presenza per celebrare la messa per i numerosissimi partecipanti all'evento. La celebrazione ha avuto luogo il giorno successivo, sabato 17 luglio. Nella sua omelia il cardinale  però contestualizza i due eventi: «La Sacra Rappresentazione della Passione a cui abbiamo assistito ieri sera — esordisce infatti — trova il suo spirituale compimento nell'Eucaristia che stiamo celebrando, dove Cristo, nel suo mistero di amore, si rende presente». Ma indica anche altri due motivi che rendono l'edizione di quest'anno ancora più significativa:  l'ostensione  della  Sacra  Sindone a Torino e la visita di Benedetto XVI. E ripropone proprio quanto il Papa ebbe a dire in quella occasione quando dinanzi alla Sindone esclamò « “Passio Christi, passio hominis ” anche qui impariamo che l'essere umano vive per il fatto che è amato e può amare». Noi, sottolinea il cardinale «esistiamo, ci muoviamo, possiamo gioire solo perché un atto di amore assoluto, quello che Cristo ha compiuto per noi, ci ha preceduto e ci accompagna in ogni istante».  Riferendosi poi alla rappresentazione della Passione inscenata dai sordevolesi il cardinale ha riconosciuto che «con grande maestria e con fede, voi avete riattualizzato questo fatto sconvolgente di duemila anni orsono perché gli uomini e le donne di questo nostro tempo, a volte così smarriti, possano meglio percepire la sua perenne forza di verità, di speranza e di conforto».

«L'invito ad accogliere il Signore — prosegue — che sceglie di venire a noi è proprio il tema della liturgia di questa 16 domenica del “Tempo per annum”. In una tipica scena dell'Antico Testamento, Dio visita Abramo alle Querce di Mamre, nell'ora più calda della giornata. Abramo alza gli occhi, vede tre persone che gli stanno davanti e conversa con loro. Riconosce subito in quei misteriosi personaggi la presenza  e  la  visita  di  Dio  e  si  rende  disponibile, affinché la loro sosta possa essere riposante e dia forza al loro cammino».

L'atteggiamento di Abramo è «un ulteriore richiamo per la nostra vita: non abbiamo paura di accogliere e di servire il Signore quando, anche in modo inaspettato e sorprendente, o nelle normali circostanze quotidiane, ci passa accanto: Egli viene, passa, magari in modo impercettibile, o ci parla attraverso altri fratelli che vivono accanto a noi, e ci rivela la sua volontà. Non lasciamo andare a vuoto questi preziosi incontri del Signore con noi». E seguendo ancora l'itinerario  dalle letture della messa il porporato propone l'atteggiamento diverso di Marta e di Maria che accolgono Gesù in cammino verso Gerusalemme. L'una preoccupata di accoglierlo nel modo più degno possibile e l'altra messasi immediatamente ai piedi di Gesù per ascoltarlo. Maria, sottolinea il cardinale, lascia tutto e si mette in condizioni di ascoltare; Marta si preoccupa di accoglierlo bene. Tutti e due atteggiamenti positivi che esprimono, nota il cardinale, due elementi che si compenetrano: la contemplazione di Maria e l'azione di Marta. «Dal Vangelo — aggiunge — possiamo allora comprendere che la persona umanamente e spiritualmente matura è quella che sa coniugare  questi  due  atteggiamenti,  li sa vivere insieme e sa dare il giusto tempo, la giusta misura, il giusto equilibrio  e  valore  a  queste  due  dimensioni, affinché l'una possa arricchire l'altra».

«Se vogliamo vivere fino in fondo, assaporando la vita con quanto di bello e di tragico essa ci riserva — conclude il cardinale —  dobbiamo coniugare e vivere inseparabilmente questi due atteggiamenti: lo “stare ai piedi” di Gesù, il contemplarlo mentre ci spiega il segreto di ogni cosa, da una parte, e dall'altra la degna accoglienza riservata a un ospite di riguardo».

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