Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Dalla casa di Isaia

· Marcel-Jacques Dubois uomo del dialogo tra ebrei e cristiani ·

Filosofo, teologo, docente, guida spirituale, custode delle anime, uomo di Dio e innamorato dell’umanità. Agli occhi degli ebrei israeliani il domenicano padre Marcel Dubois è stato forse uno dei più noti tra i cristiani che hanno vissuto nello Stato di Israele. Il 18 giugno 2007, tre giorni dopo la sua morte, l’influente quotidiano Haaretz definì Dubois «una delle affascinanti pietre vive di Gerusalemme». Dubois, che amava con passione Gerusalemme e i suoi abitanti, fu testimone dell’instancabile opera di riconciliazione messa in atto dalla Chiesa, del suo impegno nel dialogo e nella ricerca di giustizia e pace. Ancor oggi molti israeliani, quando citano il suo nome, aggiungono zikhrono livrakha (“di venerata memoria”).

Un antico mosaico raffigurante Gerusalemme

Nato in Francia il 23 marzo 1920, ricevette una rigorosa formazione nell’Ordine domenicano e fu docente di tomismo per generazioni di studenti di filosofia all’Università ebraica di Gerusalemme. In un Paese in cui i cristiani sono solo il 2 per cento della popolazione, la maggioranza dei quali palestinesi, Dubois incarnò il volto della Chiesa uscita dal concilio Vaticano ii, una Chiesa impegnata in un dialogo serio, rispettoso e amorevole con il popolo ebraico.

Dubois giunse in Israele nel 1962 per far parte della Casa di Isaia, una comunità di domenicani impegnati nella scoperta della realtà del popolo ebraico in uno Stato qualificato come ebraico. L’iniziatore della comunità domenicana della Casa di Isaia fu padre Bruno Hussar, un domenicano con ascendenze ungheresi ed egiziane ma di origini ebraiche, che invitò Dubois e qualche altro domenicano a venire a scoprire il popolo ebraico nello Stato di Israele.

Scrisse più tardi Hussar nella sua autobiografia: «Compresi che era urgente che la Casa potesse contare su un fratello profondamente religioso e dotato di grandi doti intellettuali. Conoscevo qualcuno che corrispondeva esattamente a questo profilo: era un amico carissimo, professore di filosofia alla scuola teologica del Saulchoir all’epoca in cui io ero un giovane studente: padre Marcel (poi Jacques) Dubois. La difficoltà non stava tanto nel convincere lui, quanto piuttosto nell’indurre i suoi superiori, che gli avevano attribuito una varietà di compiti in Francia, a destinarlo alla Casa. Fra Marcel divenne membro della nostra comunità il 20 maggio 1962. Provai non solo una gioia profonda, ma anche un enorme sollievo: finalmente la nostra casa avrebbe potuto essere e proporsi come quel vero centro di studi ebraici che molti attendevano».

Dubois scrisse della missione della Casa di cui era entrato a far parte in un articolo intitolato The crest line, pubblicato nella primavera del 1966: «Sarebbe sufficiente che la Casa di Isaia fosse un luogo autorevole di speranza cristiana e un centro di amore fraterno in Israele per giustificarne la propria esistenza e, sostanzialmente, dar compimento alla propria testimonianza».

Nel 1970, Dubois fu invitato dal professor Shlomo Pines, rinomato docente di filosofia ebraica medievale, a insegnare filosofia, e in particolare Aristotele e Tommaso d’Aquino, all’Università ebraica di Gerusalemme. Molti degli studenti ebrei israeliani non avevano mai incontrato un prete cattolico prima di lui. Il suo relazionarsi in modo attento e amorevole con gli studenti infranse molti degli stereotipi che questi israeliani avevano ereditato dai loro genitori e insegnanti, appartenenti alla generazione degli ebrei scampati all’Olocausto. Centinaia di giovani affollavano le sue lezioni, che in genere includevano un’introduzione al cristianesimo, che padre Dubois spiegava con il suo tipico ebraico dal forte accento francese.

Nella Chiesa post-conciliare, Dubois fu teologo noto e protagonista del dialogo crescente con il popolo ebraico. Fu nominato consultore della Commissione della Santa Sede per i rapporti religiosi con l’ebraismo. I suoi scritti e le sue conferenze, per lo più in francese, influenzarono la generazione di cattolici che dopo il concilio Vaticano ii andava forgiando nuovi rapporti tra la Chiesa e il popolo ebraico.

di David Neuhaus

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

14 ottobre 2019

NOTIZIE CORRELATE