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Dalla carità
alla comunione

· Per il bicentenario dell’eparchia di Prešov ·

Come ricordano «i padri della Chiesa, e sempre Papa Francesco ha ricordato, nessuno nella Chiesa è il sole: né i vescovi, né i presbiteri, né i diaconi, né ogni singolo o singola fedele». Infatti, solo uno è il «Sole, quello vero, che sorge dall’alto per illuminare ogni uomo: Cristo Signore». Lo ha sottolineato il cardinale Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione delle Chiese orientali, durante la divina liturgia svoltasi nella basilica della Dormizione della Tuttasanta Madre di Dio, a L‘utina in Slovacchia, sabato 22 settembre.

È stata la penultima tappa del viaggio del porporato nell’eparchia di Prešov per celebrarne il secondo centenario di erezione. Inoltre da dieci anni essa è sede della metropolia sui iuris greco-cattolica slovacca. Per questo al rito erano presenti i vescovi orientali e latini provenienti, oltre che dalla Slovacchia, dalla Romania, dall’Ucraina, dalla Gran Bretagna, dagli Stati Uniti d’America e dal Canada, insieme con circa trecento sacerdoti e diaconi, seminaristi, religiosi e religiose, delegati ecumenici, autorità e un grande numero di fedeli.

Ciascuno nella comunità — ha spiegato il cardinale Sandri all’omelia — e la Chiesa stessa, ancor più la Chiesa madre, la metro-polia, è come «la luna chiamata a riflettere la luce del sole, o almeno di non oscurarla con la propria ingombrante presenza». Il prefetto ha, quindi, indicato due strade semplici e possibili alla vita di ogni giorno, perché ciò si realizzi.

La prima è la via della comunione. «Dobbiamo verificare i nostri programmi — ha detto — le nostre iniziative pastorali, il nostro stile e agire quotidiano: esso edifica la comunione, la testimonia». Per la comunione forse ciascuno a volte è «chiamato a fare un passo indietro rispetto alle proprie pretese, perché l’altro possa avanzare e si ricominci a camminare insieme». Certo, quando l’altro «sembra fermo, pigro o stanco, è anche giusto che qualcuno sproni a rialzarsi e vada avanti a indicare il sentiero». Occorre verificarsi sulla comunione a tutti i livelli: «tra i vescovi, all’interno del consiglio dei gerarchi; a livello nazionale, tra questi ultimi e i loro confratelli della Chiesa latina». Ma anche tra ogni vescovo e il suo clero, tra i parroci e i fedeli delle parrocchie, «all’interno di ogni istituzione formativa o di altra natura, e soprattutto all’interno delle nostre famiglie, comprese quelle dei sacerdoti, con le loro mogli e i loro figli».

La seconda strada è quella della carità, che «non è certo soltanto pensare a come fare l’elemosina o aiutare gli altri a livello materiale», ma anche come «essere presenti nella vita pubblica, nelle accademie di pensiero, nella finanza», testimoniando che «il pensiero cristiano, la sua visione circa la vita nascente e che muore», circa la destinazione universale «dei beni, circa la trasparenza e l’onestà di chi è chiamato a servire la vita pubblica nella politica e nell’amministrazione — ha concluso il cardinale Sandri — non sono comandamenti per rendere meno bella la vita, ma indicazioni per farla fiorire e renderla pienamente felice».

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20 ottobre 2019

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