Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Dal Mozambico
in fuga verso il Malawi

· Torna il clima da guerra dopo il ventennio di pace ·

Undicimila rifugiati in Malawi dal Mozambico, Paese dell’Africa orientale in cui, a 20 anni dal raggiungimento della pace, è tornato da tempo un clima di guerra. L’Organizzazione internazionale per le migrazioni, Oim, conferma che da dicembre si registra un aumento degli arrivi con picchi di 250 persone al giorno. 

Rifugiati nel campo di Kapise  alla frontiera col Mozambico

Tanti arrivano come primo approdo nel campo di Kapise, nel distretto di Mwanza, a sud, ad appena 300 metri dalla frontiera con il Mozambico. Per mesi la maggior parte dei richiedenti asilo ha vissuto in condizioni di sovraffollamento in un’area di circa 100 chilometri a sud di Lilongwe, la capitale del Malawi, che in tutto conta 14 milioni di abitanti. Ad aprile, il governo del Malawi ha autorizzato l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, l’Unhcr, a ricollocare i richiedenti asilo in un’area che anni prima ospitava un campo per rifugiati a Luwani, a sud est, riutilizzata ora a questo scopo. Si tratta di un tragitto di 320 chilometri. Sono partiti solo i primi convogli. Non sono mancati e non mancano grandi disagi per i migranti. Bisogna capire da cosa fuggono. In Mozambico si registrano scontri armati in aumento nelle province centro-settentrionali di Tete, Zambezia e Sofala. Soprattutto da lì fuggono gli sfollati. A combattere sono i militari legati alla Renamo che sferrano attacchi all’esercito governativo, che risponde con azioni di dura repressione. La popolazione civile è fortemente coinvolta. Alle sofferenze della popolazione guarda la chiesa locale, che chiede la collaborazione di tutti per la pacificazione. La Conferenza episcopale del Mozambico, Cem, ha indetto per domenica 22 maggio, festa della Santissima Trinità, una giornata di preghiera. La stabilizzazione del Paese sembrava un traguardo ormai raggiunto ma è improvvisamente rispuntata la minaccia di una nuova guerra fratricida. Questa volta sembra che più che le ideologie c’entrino le risorse minerarie. 

di Fausta Speranza

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

13 dicembre 2017

NOTIZIE CORRELATE