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​Dal Molise all'Antartide argentina

Ha portato il Vangelo tra i ghiacci dell’Antartide argentina, inviato dal suo provinciale Jorge Mario Bergoglio: per questo ancora oggi Papa Francesco conserva caro il ricordo del gesuita molisano Bonaventura De Filippis. Fu lui stesso a confidarlo durante la visita all’università del Molise. «C’era bisogno — disse ai presenti il 5 luglio 2014 — di inviare in Antartide, a vivere lì dieci mesi l’anno, un cappellano. Ho pensato, ed è andato uno, padre Bonaventura De Filippis. Ma, sapete, era nato a Campobasso, era di qua!». Infatti era originario di Roccamandolfi, comune montano con meno di mille abitanti in provincia di Isernia, ma nel territorio dell’arcidiocesi di Campobasso-Bojano. Inviato nella cappellania San Francesco d’Assisi della base militare Esperanza, svolse la sua missione con eroismo, amministrando i sacramenti e celebrandovi il primo matrimonio. Morì nel 2002 all’età di 80 anni, due dei quali vissuti con Bergoglio nel collegio della Compagnia di Gesù a Cordoba. Anche per questo, in privato, il Pontefice aveva poi chiesto al rettore dell’ateneo molisano di approfondire gli studi sul prete italiano, rievocandone di nuovo l'amicizia il 30 settembre scorso, durante un incontro con il sindaco di Campobasso, Antonio Battista.
Ora questo legame tra il Pontefice e il Molise si arricchisce di un altro capitolo, con il dono partito da Casa Santa Marta il 29 ottobre e giunto all’arcivescovo Giancarlo Maria Bregantini il 15 novembre: si tratta del libretto originale dell’ordinazione sacerdotale di padre Bonaventura, avvenuta nel 1953. Contenuto in una busta postale bianca insieme con due santini di san Giuseppe e di santa Teresina del Bambino Gesù, è stato accompagnato da un biglietto autografo di Francesco. «Caro fratello — scrive il Pontefice — quando sono stato da voi vi ho detto che un figlio della vostra terra, il p. Bonaventura De Filippis, SJ, è stato il primo cappellano nell’Antartide Argentina. Ho ricevuto da Buenos Aires il libretto e ho pensato di inviarlo a voi, così avete un ricordo di questo cittadino illustre. Per favore, non si dimentichi di pregare per me. Che il signore la benedica e la Madonna la custodisca. Fraternamente». Da parte sua monsignor Bregantini ha commentato: «L’unico prete mandato in Antartide, dove stava sei mesi, doveva essere una figura forte contro il freddo e anche forte da un punto di vista spirituale e umano». E il Papa lo ha «nominato a ricordo di questo: se quell’uomo molisano, io provinciale giovanissimo ho potuto inviarlo in Antartide con buoni frutti, vuol dire che questa terra, il Molise, dà frutti di questo tipo. Con questa logica lui ha lodato noi», ha concluso il presule.

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20 aprile 2019

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