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Dal cuore alle mani

· All’udienza generale il Papa spiega qual è il cammino della misericordia ·

La misericordia «è un cammino che parte dal cuore per arrivare alle mani». Lo ha ricordato Papa Francesco all’udienza generale di mercoledì 10 agosto, richiamando la necessità di vivere il giubileo straordinario come occasione per ricevere il perdono di Dio e per portarlo agli altri attraverso le opere di carità

Giovanni Rossi, «Resurrezione del figlio della vedova di Naim»

Nel commentare con i fedeli riuniti nell’Aula Paolo VI il brano evangelico che narra la risurrezione del figlio della vedova di Naim, il Pontefice ha evidenziato che il cuore del racconto di Luca (7, 11-17) «non è il miracolo, ma la tenerezza di Gesù verso la mamma di questo ragazzo». Egli infatti ha «grande compassione» per quella donna, tanto da fermare il corteo funebre per «affrontare la morte a tu per tu» e restituire alla vita il giovane.

Per il Papa l’episodio rappresenta un’immagine efficace dell’esperienza giubilare a cui sono chiamati i fedeli in questo anno della misericordia. «Alla porta santa — ha sottolineato — ognuno giunge portando la propria vita, con le sue gioie e le sofferenze». E proprio presso quella porta «il Signore si fa vicino per incontrare ognuno di noi». Dunque, «varcando la soglia noi compiamo il nostro pellegrinaggio dentro la misericordia di Dio che, come al ragazzo morto, ripete a tutti: “Dico a te, alzati!”».

Questa esortazione diventa così una «parola chiave» del giubileo. Il Padre infatti, ha affermato Francesco, «ci vuole in piedi» e «ci ha creati per essere in piedi». Gesù — ha detto il Pontefice rivolgendosi idealmente a ogni cristiano — «ti guarda, ti guarisce, ti dice: “Alzati!” e il tuo cuore è nuovo». In questo modo la misericordia diventa «un cammino che va dal cuore alle mani»: nel senso che «nel cuore noi riceviamo la misericordia di Gesù, che ci dà il perdono di tutto», e «da quel cuore perdonato incomincia il cammino verso le mani, cioè verso le opere di misericordia». Un percorso espresso efficacemente dall’iniziativa di un vescovo che — ha raccontato il Papa — nella sua diocesi ha voluto affiancare alla porta santa della cattedrale e di altre chiese una seconda porta. A spiegare il perché a Francesco è stato lo stesso presule: «una porta è per entrare, chiedere il perdono e avere la misericordia di Gesù; l’altra è la porta della misericordia in uscita, per portare la misericordia agli altri, con le nostre opere di misericordia».

La catechesi del Papa

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19 ottobre 2019

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