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​Dai vescovi nuovo appello
alla difesa della dignità umana

Washington, 31. Un appello in difesa della dignità umana è stato lanciato dai vescovi statunitensi, che sono tornati a criticare in maniera ferma il provvedimento deciso dalla Casa Bianca sul tema dell’accoglienza dei profughi. Critiche già avanzate a caldo da singoli presuli e dal presidente del Comitato episcopale per la migrazione, il vescovo di Austin, Joe Steve Vasquez, e ieri ribadite dai vertici della Conferenza episcopale. In una dichiarazione a firma del presidente e del vice presidente, rispettivamente il cardinale Daniel N. DiNardo, arcivescovo di Galveston-Houston, e monsignor José Horacio Gómez, arcivescovo di Los Angeles, si fa appunto appello a tutti i fedeli cattolici perché uniscano la propria voce «in difesa della dignità umana». Per i presuli non si tratta certamente di una intromissione in uno dei momenti più delicati della scena pubblica — «il nostro desiderio non è quello di entrare nell’arena politica» — quanto di ribadire il contenuto centrale del Vangelo, perché, ricordano, «accogliere lo straniero non è un’opzione tra le tante nella vita cristiana».

Citando il concilio Vaticano ii, in particolare la dichiarazione Nostra aetate, i presuli sottolineano come il legame tra cristiani e musulmani si fondi «sulla forza indistruttibile della carità e della giustizia», ribadendo altresì che «la Chiesa non rinuncia alla difesa dei nostri fratelli e sorelle di tutte le fedi che soffrono per mano di persecutori spietati». In questo senso, viene ricordato che quanti scappano dallo Stato islamico e dalla furia di altre forze estremiste «stanno sacrificando tutto» quello che hanno di più caro «nel nome della pace e della libertà». Si tratta di persone e di famiglie che «sono alla ricerca di sicurezza e protezione per i loro figli». Di qui dunque un rinnovato appello all’accoglienza. Occorre, certo, sempre vigilare attentamente sul pericolo di possibili infiltrazioni terroristiche ma «la nostra nazione — sostengono — deve dare loro il benvenuto come alleati in una lotta comune contro il male». E assicurano che, laddove ci sono persone che patiscono il rifiuto e l’abbandono «noi leveremo la nostra voce in loro nome».

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19 settembre 2019

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