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Dai grattacieli agli slum  i due volti delle economie emergenti

· In soli otto Stati indiani ci sono più poveri che in Africa ·

Povertà e ricchezza sono spesso le facce di una stessa medaglia: vicine e lontane, divise da uno spartiacque che appare volta per volta labile ma irremovibile. Così accade che in India, nonostante un tasso di crescita a due cifre e un'economia rampante, ci siano più poveri che nei ventisei Stati dell'Africa considerati estremamente miseri. È quanto dimostra uno studio elaborato dall'università di Oxford insieme alle Nazioni Unite: nel mondo quasi due miliardi di persone vivono sotto la soglia di povertà e, di queste, 840 milioni risiedono in soli otto Stati indiani.

Lo studio, i cui risultati saranno alla base del prossimo rapporto delle Nazioni Unite sullo sviluppo umano, considera quale parametro di riferimento fondamentale il cosiddetto Indice multidimensionale di povertà (Mpi), un indicatore calcolato sulla base di diversi fattori, tra cui l'accesso all'istruzione e alla sanità, gli standard abitativi, i servizi, e non soltanto sul reddito giornaliero. Insomma, i fattori da tenere in considerazione per definire «povero» un essere umano non si devono limitare ai criteri economici. L'istituto britannico include anche fattori psicologici e sociali, come la vulnerabilità fisica, la possibilità di far rispettare i propri diritti, la rete di relazioni, le esperienze di umiliazione ed emarginazione.

Il nuovo indice «è come una lente ad alta risoluzione — ha spiegato Sabina Alkire, direttrice dell'osservatorio di Oxford sulla povertà e lo sviluppo umano (Ophi) — che rivela l'insieme delle difficoltà con cui le famiglie più povere devono fare i conti». L'indagine dell'Ophi ha preso in considerazione 104 Paesi, un insieme di circa 5,2 miliardi di persone, ovvero il 78 per cento della popolazione mondiale. L'Mpi si propone quale nuovo indice di misurazione della povertà, in sostituzione del vecchio Iph. «Esso permette — ha spiegato Jeni Klugman, direttore del Programma dell'Onu per lo sviluppo — una misurazione più completa della soglia di povertà che la precedente formula calcolava in base al reddito giornaliero».

Secondo il nuovo parametro oxoniense, in otto Stati nord occidentali vivono 420 milioni di poveri, mentre 480 milioni si trovano nel continente africano. Molti di meno rispetto all'India, anche se le cifre vanno valutate in rapporto alla popolazione complessiva del continente, che in Africa si attesta tra i 920 e i 950 milioni di persone, dato sensibilmente inferiore a quello asiatico. Il paragone, però, resta significativo: l'India, con circa 1,2 miliardi di abitanti, è la seconda nazione più popolosa del mondo dopo la Cina (oltre 1,3 miliardi) ma su un territorio che è un terzo di quello cinese e un decimo del continente africano. Gli Stati indiani più poveri sono otto: Bihar, West Bengala, Uttar Pradesh, Chhattisgarh, Jharkhand, Rajasthan, Orissa e Madhya Pradesh.

Solo poche settimane fa uno studio pubblicato da Merrill Lynch Global Wealth Management et Capgemini, aveva rivelato un dato sensazionale: nel 2009, per la prima volta, i miliardari asiatici hanno superato i loro colleghi europei in termini di attività, grazie all'accumulo di ricchezza. Secondo lo studio, la popolazione mondiale considerata ricca (in possesso di oltre un milione di dollari) è salito nel 2009 alla cifra di dieci milioni, concentrati soprattutto negli Stati Uniti, in Giappone e in Germania. Tre milioni di ricchi si trova nell'area dell'Asia e del Pacifico, soprattutto in Cina e in India.

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