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Dai goti all’idea di nazione

· Nella nuova edizione dell’opera di Suzanne Teillet ·

«Quando si legge in Ammiano Marcellino il racconto drammatico del passaggio del Danubio da parte dei goti nel 376, si immagina difficilmente che, tre secoli più tardi, all’altra estremità di quello che era stato un tempo il mondo romano, uno scrittore abbia potuto celebrare ancora in latino l’avvento di Wamba, re goto di Toledo (672-680), in termini che avvicinano l’opera al genere epico così come a quello del panegirico imperiale. Questi due testi segnano rispettivamente il punto di partenza e il punto di arrivo del rivolgimento più profondo subito dal nostro mondo occidentale tra il iv e il VII secolo».

Così Suzanne Teillet, latinista della Sorbona e specialista di letteratura cristiana, introduce la nuova edizione rivista e corretta — la prima era uscita nel 1984 — della sua opera Des Goths à la nation gothique. Les origines de l’idée de nation en Occident du ve au VIIe siècle (Paris, Les Belles Lettres, 2011, pagine 704, euro 57). Romani e barbari — per riprendere il titolo della nuova edizione per Carocci (2006) della classica introduzione di Manlio Simonetti alla letteratura latina tra il v e l’VIII secolo — sono dunque i protagonisti, in uno scenario immenso, di questa avvincente storia basata su un’analisi accurata delle fonti letterarie. Che si trasformarono nel tempo, passando dall’ostilità di fronte ai goti, che attraversarono il limes imperiale del Danubio sotto la pressione degli unni, a una considerazione più positiva, e fino alla nascita di vere e proprie ideologie e storie nazionali in regni ormai cristiani.

Particolare attenzione è prestata da Teillet alla Spagna, con l’analisi nel VII secolo di un vero e proprio nazionalismo visigoto che si riflette in autori come Isidoro di Siviglia e Giuliano di Toledo. Prima di soccombere all’invasione araba.

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20 luglio 2019

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