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A Dacca
si prega per la pace

· Diffuso un testo per gli imam messo a punto dall’Islamic Foundation Bangladesh ·

Sermoni antiterrorismo a Dacca per porre un freno al clima di tensione che da settimane attraversa il Paese. A partire dal 15 luglio scorso, infatti, il Governo ha distribuito agli imam, perché sia pronunciato durante la preghiera del venerdì, un testo scritto dall’Islamic Foundation Bangladesh.

A seguito della strage di Dacca del 1° luglio scorso e il successivo attacco durante la preghiera dell’Eid al-Fitr a Sholakia, il Governo ha messo in campo una serie di misure volte a frenare la deriva violenta e fondamentalista. Tra queste, anche la chiusura del canale televisivo Peace Tv di un predicatore indiano, i cui discorsi inneggianti al jihad avrebbero influenzato in maniera diretta gli attentatori.

Per la prima volta nella storia del Bangladesh, però, il Governo ha distribuito dei sermoni. «Nella nostra moschea — ha raccontato ad AsiaNews Safiqual Haq, un musulmano residente nell’area di Uttara — l’imam ci ha chiesto di pregare per la pace nel Paese e ha condannato gli attentati commessi in nome dell’islam. Egli ha detto in modo chiaro che dobbiamo astenerci da qualsiasi attività terroristica». I sermoni del venerdì sono stati scritti in arabo e poi pronunciati in lingua bengalese. Quasi la metà delle seicentomila moschee del Paese hanno ricevuto il testo dell’Islamic Foundation Bangladesh, fondazione che ha anche dislocato del personale per controllare il rispetto delle linee guida. Shamim Mohammad Afzal, capo della fondazione, ha spiegato che «non è obbligatorio seguire il sermone, ma speriamo che gli imam lo facciano o prendano spunto da esso». Faruk Hossion, un altro musulmano, dichiara: «Se tutti noi ci ponessimo in maniera netta contro il terrorismo e diffondessimo i giusti insegnamenti ai nostri bambini, nessuno sarebbe fuorviato da queste idee».

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