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L’India pronta ad aiutare i rohingya

· New Delhi sollecita il Myanmar a trovare una soluzione alla crisi ·

L'India è pronta ad aiutare i rohingya. Il ministro degli esteri di New Delhi, Sushma Swaraj, in visita ufficiale in Bangladesh, si è detta convinta che occorre trovare una soluzione alla crisi in corso nella regione del Rakhine. «l’India è profondamente preoccupata per l’ondata di violenza nel Rakhine; abbiamo sollecitato il Myanmar a trattare la situazione con moderazione, tenendo presente il benessere della popolazione» ha detto Sushma Swaraj. L’unica soluzione per fronteggiare la crisi — ha aggiunto il ministro — «è il ritorno dei rohingya nello stato occidentale del Myanmar, del Rakhine, da dove sono fuggiti» insieme a un dialogo inclusivo con le autorità locali che possa garantire stabilità e cooperazione.
È la prima volta che l'India interviene in maniera così netta sulla crisi dei rohingya. «È chiaro — ha proseguito Sushma Swaraj incontrando le autorità bengalesi — che la normalità sarà raggiunta solo con il ritorno della gente fuggita nello stato di Rakhine». Tuttavia, «l’unica soluzione a lungo termine per questa crisi nel Rakhine è uno sviluppo socio-economico e infrastrutturale rapido, tale da avere un impatto positivo su tutte le comunità che vi vivono». Di qui, l'impegno concreto: l’India – ha detto Swaraj – «si è impegnata a fornire assistenza finanziaria e tecnica per progetti da sviluppare con le autorità locali nello stato di Rakhine e ha sostenuto l’applicazione delle raccomandazioni contenute nel rapporto della commissione speciale consultativa presieduta da Kofi Annan», l’ex segretario generale delle Nazioni Unite.
E intanto, sempre ieri, il premier del Bangladesh, Sheikh Hasina, ha chiesto la collaborazione delle Nazioni Unite per risolvere la grave crisi umanitaria che coinvolge migliaia di rohingya. In una telefonata intercorsa con il segretario generale dell’Onu, António Guterres, il primo ministro bengalese ha auspicato che le autorità del Myanmar accettino il rientro degli oltre 600.000 profughi rohingya — in gran parte donne e bambini — che hanno trovato riparo nel suo paese. Una fuga che è iniziata lo scorso 25 agosto, a causa delle ripetute violenze dei militari governativi del Myanmar contro i rohingya.
La maggioranza dei profughi, riferiscono fonti delle Nazioni Unite, 324.000, sono dislocati a Kutupalong, il principale campo di accoglienza, ormai al limite del collasso e dove si teme l’insorgere di epidemie.

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16 luglio 2019

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