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Da subito
nel cuore dell’arte cristiana

· Figure femminili nell’iconografia dei primi secoli ·

: «Sarcofago delle due sorelle»(IV secolo, Roma, Museo delle Catacombe di San Sebastiano)

L’immagine della donna si affaccia immediatamente nello scenario figurativo paleocristiano, intorno agli anni Trenta del secolo III e, dunque, nel momento in cui viene concepito un linguaggio iconografico propriamente cristiano. Lo scrive Fabrizio Bisconti precisando che questo è evidente sia nella decorazione pittorica del battistero annesso alla domus ecclesiae di Dura Europos, dove, seppure in maniera naïve, è rappresentato l’episodio della Samaritana al pozzo ed è concepita una solenne megalografia, che ha per protagoniste delle donne, forse quelle che si recarono al sepolcro, se non si tratta delle protagoniste della parabola delle vergini stolte e delle vergini prudenti; sia negli affreschi, più definiti dal punto di vista figurativo, dell’area più antica delle catacombe di San Callisto, ossia in uno dei cosiddetti Cubicoli dei Sacramenti, dove spunta ancora il teso colloquio della Samaritana con il Cristo, che, peraltro, negli stessi anni, compare anche nel Cubicolo della coronatio nelle catacombe di Pretestato.

Tutto questo dimostra — da un lato — che l’arte cristiana sorge simultaneamente al centro e sul limes dell’impero, adottando gli stessi schemi e selezionando gli stessi temi biblici e — dall’altro — che in questa primitiva selezione filtrano, immediatamente, le immagini femminili, senza preclusioni o titubanze.

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21 maggio 2019

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